AGGIORNATA - "Ormai ho già detto" che non sarò presente alla festa per il centenario della Fiorentina. "Ho avuto il problema all'inizio con la proprietà e oggi la proprietà è sempre la stessa, quindi è inutile che si parli della mia presenza. Io sono sempre presente anche se non ci sono, i tifosi devono pensare a questo. Mi dispiace non poter andare proprio nel centenario, però dovete rispettare anche la mia volontà. La mia volontà è questa e non posso cambiare idea". Così Giancarlo Antognoni, storico capitano e bandiera della Fiorentina, ha risposto a chi gli ha chiesto se avesse cambiato idea circa la sua partecipazione alle celebrazioni per i cento anni del club Viola: ieri in un'intervista a Repubblica ha appunto escluso la sua presenza.
Antognoni ha parlato a margine della cerimonia di conferimento della targa del Consiglio regionale - che ha ricevuto insieme all'ex giocatore Iglesias Borja Valero - nell'ambito dell'evento 'Solo per la maglia' per i 100 anni della Fiorentina. Antognoni ha poi ricordato quando "cinque anni fa sono andato via" il direttore generale Alessandro "Ferrari non è che abbia detto qualcosa o abbia fatto qualcosa. Né Ferrari, né chi in quel momento era lì presente. Quindi oggi perché io devo fare un favore alla Fiorentina con la mia presenza. Cinque anni fa - ha aggiunto - non mi hanno trattato bene e oggi purtroppo ripagano quello che che c'è stato cinque anni fa". Antognoni ha poi detto di non tornare "mai indietro sulle mie decisioni, sbagliando o non sbagliando quello non mi interessa, ma è sempre stata una mia caratteristica. Ho rifiutato squadre come Juve, Roma e tante altre, quindi non vedo perché non debba rifiutare un'eventuale convocazione a un centenario, anche se capisco che è importante per i tifosi e anche per la Fiorentina".
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Questi sono i giorni in cui si fa la Fiorentina che verrà. Domani Paratici e Ferrari ne spiegheranno di più, tra l’altro con un tema caldo in queste ore: il futuro di Kean. Moise, che prende più di 5 milioni netti all’anno, che dovrebbe essere la stella viola, il leader, quello che trascina tutti anche a costo di rimetterci una gamba o la vita in campo…No, Kean non è sembrato essere ciò, a differenza di altri del passato della Fiorentina. Ed è qui che l’oggi e il domani si legano allo ieri, che la Fiorentina che è oggi e che verrà domani si intreccia con quella che è stata, cioè con Giancarlo Antognoni. O meglio, qui il concetto andrebbe invertito e ribaltato, sia a livello semantico che ideologico, perché Antognoni è la Fiorentina.
Antognoni ha parlato a margine della cerimonia di conferimento della targa del Consiglio regionale - che ha ricevuto insieme all'ex giocatore Iglesias Borja Valero - nell'ambito dell'evento 'Solo per la maglia' per i 100 anni della Fiorentina. Antognoni ha poi ricordato quando "cinque anni fa sono andato via" il direttore generale Alessandro "Ferrari non è che abbia detto qualcosa o abbia fatto qualcosa. Né Ferrari, né chi in quel momento era lì presente. Quindi oggi perché io devo fare un favore alla Fiorentina con la mia presenza. Cinque anni fa - ha aggiunto - non mi hanno trattato bene e oggi purtroppo ripagano quello che che c'è stato cinque anni fa". Antognoni ha poi detto di non tornare "mai indietro sulle mie decisioni, sbagliando o non sbagliando quello non mi interessa, ma è sempre stata una mia caratteristica. Ho rifiutato squadre come Juve, Roma e tante altre, quindi non vedo perché non debba rifiutare un'eventuale convocazione a un centenario, anche se capisco che è importante per i tifosi e anche per la Fiorentina".
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Questi sono i giorni in cui si fa la Fiorentina che verrà. Domani Paratici e Ferrari ne spiegheranno di più, tra l’altro con un tema caldo in queste ore: il futuro di Kean. Moise, che prende più di 5 milioni netti all’anno, che dovrebbe essere la stella viola, il leader, quello che trascina tutti anche a costo di rimetterci una gamba o la vita in campo…No, Kean non è sembrato essere ciò, a differenza di altri del passato della Fiorentina. Ed è qui che l’oggi e il domani si legano allo ieri, che la Fiorentina che è oggi e che verrà domani si intreccia con quella che è stata, cioè con Giancarlo Antognoni. O meglio, qui il concetto andrebbe invertito e ribaltato, sia a livello semantico che ideologico, perché Antognoni è la Fiorentina.
Il ragazzo che giocava guardando le stelle, l’uomo che è quasi morto in campo per la maglia viola, il giocatore per cui una città intera è andata allo stadio per anni in cui c’era poco da vedere e da godere, se non nel veder giocare Antognoni. Lui più altri dieci, così è stato per anni, una vita professionale e sportiva dedicata a Firenze e alla Fiorentina, una scelta di vita che gli è costata soldi e trofei. Una lezione per chi non accetta che oggi ci siano giocatori cresciuti qui che di notte prendono e scappano per andare alla Juve, che fanno anni di capricci, che sembrano quasi risparmiarsi sul terreno di gioco perché (forse) troppo concentrati solo e soltanto su se stessi. Ecco, tutto ciò non è stato Antognoni.
Ma, non serve dirlo a chi queste cose già le sa perché le ha vissute. Ma, a chi oggi non capisce il perché di questa polemica sulla presenza o assenza dell’unico dieci al centenario della Fiorentina, a chi vede quello striscione in curva ‘onora il padre’, a chi ha applaudito la coreografia della Fiesole in quel Fiorentina-Juventus del 2017, a chi c’era il giorno in cui debuttò col Losanna nel 1987, duemila pazzi che partirono da Firenze solo per tributare Giancarlo, a chi ha tremato quando il suo cuore si fermò nello scontro con Martina, a chi ha pianto quando lo ha visto uscire in barella con una gamba rotta, a chi…
Ecco, qui si intersecano la Fiorentina che è stata, quella che è oggi e quella che verrà. Se non si capisce quanto sia importante Antognoni per la storia della Fiorentina vuol dire che chi il problema è grave: la storia, il catechismo viola, ripete sempre David Guetta. Se non si ha questa percezione vuol dire che il domani sarà buio. Perché di altri Antognoni, oggi, non se ne possono vedere a Firenze, non li si potranno vedere per molti anni ancora. Vuol dire che chi doveva tramandare i valori della storia viola ha fallito, che chi dovrebbe farli propri oggi sta fallendo.
Ma, non serve dirlo a chi queste cose già le sa perché le ha vissute. Ma, a chi oggi non capisce il perché di questa polemica sulla presenza o assenza dell’unico dieci al centenario della Fiorentina, a chi vede quello striscione in curva ‘onora il padre’, a chi ha applaudito la coreografia della Fiesole in quel Fiorentina-Juventus del 2017, a chi c’era il giorno in cui debuttò col Losanna nel 1987, duemila pazzi che partirono da Firenze solo per tributare Giancarlo, a chi ha tremato quando il suo cuore si fermò nello scontro con Martina, a chi ha pianto quando lo ha visto uscire in barella con una gamba rotta, a chi…
Ecco, qui si intersecano la Fiorentina che è stata, quella che è oggi e quella che verrà. Se non si capisce quanto sia importante Antognoni per la storia della Fiorentina vuol dire che chi il problema è grave: la storia, il catechismo viola, ripete sempre David Guetta. Se non si ha questa percezione vuol dire che il domani sarà buio. Perché di altri Antognoni, oggi, non se ne possono vedere a Firenze, non li si potranno vedere per molti anni ancora. Vuol dire che chi doveva tramandare i valori della storia viola ha fallito, che chi dovrebbe farli propri oggi sta fallendo.
Poi, liberi di pensarla come vi pare. Ma non lamentiamoci se qualcuno contesta Kean perché forse si è risparmiato per giocare con la Nazionale, se Gud pascola per il campo e/o se non si vede attaccamento in campo e i giocatori premono per andare via a zero e fare i loro interessi. Se ciò accade è anche perché oggi non ci sono più le bandiere, gli Antognoni, appunto. Diplomazie, forza, è il vostro momento! Fate qualcosa…
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