La nuova Fiorentina targata Fabio Paratici vuole cambiare metodo prima ancora che interpreti. Niente inseguimento ai nomi più mediatici o alle trattative che monopolizzano il dibattito sui social: la parola chiave del nuovo corso viola è scouting. Una strategia che il dirigente ha deciso di mettere al centro del progetto fin dal suo arrivo al Viola Park, con l’obiettivo di costruire una struttura capace di individuare talenti prima della concorrenza.
Uno dei primi interventi ha riguardato la riorganizzazione dell’area osservatori, ritenuta da Paratici un settore da potenziare profondamente. Dopo aver lavorato per anni alla Juventus con una rete composta da decine di scout tra Italia ed estero, il dirigente ha deciso di ridisegnare completamente il modello viola. Il primo tassello è stata la creazione dell’area prestiti, affidata a Moreno Zebi e Raffaele Rubino, incaricati di seguire da vicino oltre trenta calciatori sotto contratto con il club. Dal mese di luglio entrerà inoltre a pieno regime la nuova struttura scouting coordinata da Lorenzo Giani.
L’obiettivo è creare una rete internazionale che possa arrivare fino a 60 osservatori. I primi effetti si vedono già sul mercato. La Fiorentina segue con interesse Giovanni Baroni, fantasista argentino classe 2009 considerato uno dei prospetti più promettenti del Sudamerica. Sul giocatore, seguito anche da Chelsea e Borussia Dortmund, grava una clausola da 25 milioni di euro che i viola proveranno a ridiscutere.
La nuova filosofia emerge anche dagli altri profili monitorati dal club: Isak Bjerkebo, esterno offensivo svedese autore di un brillante avvio di stagione, il turco Basar Onal e il terzino israeliano Roy Revivo. Giocatori ancora poco conosciuti al grande pubblico, ma che incarnano perfettamente la linea tracciata da Paratici: investire su giovani talenti internazionali, valorizzarli e costruire una Fiorentina sempre più competitiva attraverso il lavoro di osservazione e programmazione. Una rivoluzione silenziosa che potrebbe segnare il futuro del club viola.
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