Il difensore brasiliano è arrivato in Italia, ha svolto le visite mediche tra Viola Park e Villa Donatello e firmerà fino al 2031. Operazione da 15 milioni più 2 di bonus con il Gremio

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La Fiorentina comincia il mercato senza aspettare nessuno. Non con una cessione, non con un prestito di contorno, non con il classico movimento preparatorio. Il primo colpo dell’estate viola è Viery, difensore brasiliano classe 2005 arrivato dal Gremio, sbarcato questa mattina in Italia, atterrato a Roma e poi subito diretto a Firenze.

Il giocatore ha svolto le visite mediche tra Viola Park e Villa Donatello, prima di mettere la firma sul contratto che lo legherà al club viola fino al 2031. Un investimento importante, da 15 milioni più 2 di bonus, che porta Viery a diventare il difensore più costoso della storia della Fiorentina.

Una scelta pesante, soprattutto se letta dentro il contesto economico del club. La Fiorentina ha già messo a bilancio riscatti e prestiti onerosi legati al mercato di gennaio, arriva da un’estate con un forte disavanzo, ha un monte ingaggi elevato e una lunga lista di esuberi da sistemare. Eppure Fabio Paratici ha deciso di cominciare così: accelerando, anticipando la concorrenza e sfruttando anche il momento delicato del Gremio dal punto di vista finanziario.

Il colpo Viery, quindi, non è soltanto un’operazione di mercato. È anche un segnale. La Fiorentina vuole costruire per il presente e per il futuro, inserendo profili giovani, futuribili, ma già ritenuti pronti per entrare nel nuovo progetto tecnico. Una linea che Paratici aveva lasciato intendere nella sua conferenza stampa di presentazione e che adesso trova una prima traduzione concreta.

Sul difensore brasiliano si erano mossi osservatori e club di livello in mezza Europa, altra testimonianza del valore attribuito al profilo. Servirà però equilibrio nella valutazione. Viery è un 2005, ha alle spalle una sola vera stagione tra i grandi, con 39 presenze complessive nel Gremio e circa 30 da centrale. Arriva in un campionato dove, soprattutto per un difensore, la componente tattica è fondamentale. Fisico, velocità e piede non bastano: servirà tempo per adattarsi a metodi di lavoro, letture, marcature e tempi del calcio italiano.

Con Viery, almeno sulla carta, il pacchetto dei centrali comincia a prendere forma. Ranieri può rappresentare il punto di riferimento del reparto e giocarsi il posto con il nuovo arrivato. Dall’altra parte restano Comuzzo e Pongracic, ma per entrambi il futuro non è ancora definito. Per il primo resta possibile anche una soluzione in prestito, mentre il secondo potrà sfruttare la vetrina Mondiale: davanti a eventuali offerte considerate interessanti, la Fiorentina le valuterà. Sarà comunque Fabio Grosso a osservarli in ritiro, con tempi diversi: Comuzzo subito, Pongracic più avanti.

Restano poi da definire altre situazioni difensive. Valentini e Moreno difficilmente resteranno, mentre anche Kospo e Kouadio dovranno capire quale percorso intraprendere. Sulle fasce, invece, i punti interrogativi sono ancora numerosi. Fortini è destinato alla cessione e il Torino resta la pista più calda, con Abate che lo vedrebbe bene nel suo 3-5-2.

Su Dodo i rapporti si sono riallacciati rispetto a qualche mese fa, ma resta da capire se arriverà un’offerta ritenuta adeguata da club e giocatore. Non è escluso neppure un rinnovo-ponte con conseguente permanenza a Firenze. Per Grosso non sarebbe necessariamente una cattiva notizia, a patto però di ritrovare una versione più lucida e meno confusionaria del brasiliano.

A sinistra resta aperto anche il tema Gosens. In assenza di novità, si ripartirà dal Viola Park, ma Paratici sta già valutando diversi profili per le corsie esterne. Da Norton-Cuffy a Ruggeri, dal sogno Udogie a Juanlu Sanchez, da Arnau Martinez a Barbieri, fino a Joao Mario e Belghali: il casting è ampio, perché sugli esterni la nuova Fiorentina dovrà cambiare pelle.

La partita più importante, però, potrebbe giocarsi sulle ali offensive. Per il calcio di Grosso saranno decisive e oggi il reparto è quasi da ricostruire. Rientra Sottil, c’è Gudmundsson che può ripartire anche da adattato a sinistra, ma la Fiorentina ha margine per intervenire e consegnare all’allenatore giocatori più funzionali al suo sistema.

Koleosho resta un obiettivo concreto, anche in prospettiva, ma la quadra non è ancora arrivata soprattutto sul lato giocatore. Lang e Bakayoko sono profili da tenere sotto osservazione, anche se non sembrano operazioni dai tempi immediati.

E poi c’è il capitolo Solomon. Il 30 giugno è formalmente l’ultimo giorno del suo prestito dal Tottenham. Il riscatto da 10 milioni non è stato esercitato, ma la porta non è del tutto chiusa. L’israeliano è fuori dal progetto degli Spurs, che vorrebbero monetizzare la sua cessione, ma al momento non hanno trovato grandi estimatori pronti a investire. Paratici conosce bene l’ambiente Tottenham e potrebbe provare a riaprire il discorso a cifre più basse, magari intorno alla metà del riscatto fissato a gennaio.

Solomon, del resto, ha lasciato uno spiraglio nei giorni scorsi, raccontando di essersi trovato bene a Firenze e di essere rimasto colpito dal modo di vivere il calcio in città. Per Grosso sarebbe un tassello utile, forse non centrale, ma comunque da non sottovalutare.

La Fiorentina, intanto, parte da Viery. Arrivo in Italia, visite mediche a Firenze tra Viola Park e Villa Donatello e firma fino al 2031. Un colpo giovane, costoso e ambizioso. Il primo segnale dell’estate di Paratici. Ora arriva la parte più difficile: trasformare un investimento importante nel primo mattone di una squadra davvero nuova.
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