Fino al 15 luglio il centravanti può partire per 62 milioni. Il club viola vuole trattenerlo e aspetta i test sulla tibia al raduno

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Il futuro di Moise Kean resta uno dei temi centrali del mercato della Fiorentina. Fino al 15 luglio, infatti, qualsiasi club potrà acquistare l’attaccante pagando la clausola rescissoria da 62 milioni di euro, cifra salita rispetto ai 52 milioni previsti la scorsa estate dopo una stagione da 25 gol che aveva portato anche al raddoppio dell’ingaggio.

Al momento, però, appare difficile che qualcuno possa arrivare a quella cifra. Nell’ultima stagione Kean si è fermato a 9 reti, condizionato soprattutto dai problemi fisici e in particolare da un infortunio alla tibia che ne ha limitato il rendimento nel girone di ritorno. Già un anno fa nessun club si era avvicinato alla vecchia clausola, fatta eccezione per un tentativo poco concreto dall’Arabia Saudita, subito respinto dal giocatore.

La Fiorentina non ha intenzione di svendere il centravanti e vorrebbe trattenerlo. Eventuali offerte saranno prese in considerazione solo dopo il 15 luglio, con una valutazione minima di partenza attorno ai 40 milioni di euro. La società è prudente anche per evitare di rafforzare una diretta concorrente in Serie A.

Kean gode della fiducia di figure importanti come Paratici, che lo conosce dai tempi della Juventus, e Fabio Grosso, che lo ha lanciato nel calcio dei grandi. Il primo vero passaggio decisivo sarà il raduno, con le visite mediche e i test fisici: l’attenzione sarà rivolta soprattutto alle condizioni della tibia.

Nel frattempo, la dirigenza lavora per costruire una squadra in grado di supportare meglio il proprio centravanti. L’obiettivo è permettere a Kean di ritrovare continuità, condizione fisica e i gol che avevano segnato la sua prima stagione in viola.

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