Il nuovo tecnico viola illustra il progetto della società, conferma il 4-3-3 come punto di partenza e indica Kean e Fagioli come elementi fondamentali del nuovo percorso

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Fabio Grosso ha parlato per la prima volta dalla sala stampa del Viola Park da nuovo allenatore della Fiorentina. Il tecnico viola ha ringraziato la società e la famiglia Commisso per l’opportunità, indicando subito gli obiettivi del nuovo percorso.

“Ringrazio i direttori, Ferrari, Paratici e Goretti, per questa opportunità. La famiglia Commisso mi sta dando una grande opportunità, la Fiorentina è un club storico. Mi sembra doveroso fare dei ringraziamenti alla mia vecchia società, dove ho trascorso due anni bellissimi, questo percorso mi ha permesso di essere qui”.

Grosso ha parlato del progetto viola: “La proprietà vuole ricostruire qualcosa di bello, ed è quello che vogliamo fare anche noi. Vogliamo una Fiorentina di caratura importante, e duratura”. Sul sogno di vincere un trofeo ha aggiunto: “Un trofeo è un sogno per tutti, per me le emozioni sono determinanti, spostano tutto, oltre i dettagli”.

Dal punto di vista tattico il nuovo allenatore ha le idee chiare: “Voglio una squadra che abbia coraggio, con una proposta offensiva. L'idea per questa Fiorentina c'è, vogliamo partire con il 4-3-3. Poi al di là dei numeri, determina il modo in cui metti in campo le idee”.

Su alcuni singoli ha parlato di Kean e Fagioli: “Kean è un giocatore fondamentale. Per Fagioli vale lo stesso di Kean, lo conosco da tanto, anche se non l'ho mai avuto in Primavera. Può migliorare nel legare meglio il gioco, ma anche lui è un giocatore importante per questa Fiorentina”. Poi la conferma: “Partiremo con il 4-3-3. Kean e Fagioli saranno fondamentali”.

Su Atta ha spiegato: “Ha un potenziale davvero grande, ha ancora una strada lunga da percorrere, me lo immagino nel ruolo di centrocampista. Un giocatore che ha qualità, tecnica, energia e quantità. Nell'incasellarlo lo metto come mezz'ala sinistra”.

Capitolo Gudmundsson: “Albert ha dimostrato di avere delle qualità. Voglio sempre parlarci con i giocatori, capire i progetti futuri. Gudmundsson deve avere libertà di movimento, stare sulla linea, a tutta fascia, lo va a limitare”.

Infine un pensiero sulla piazza: “Qui c'è una passione grandissima, una città famosa nel mondo, Firenze ed i fiorentini vanno a braccetto, sento questa voglia di mettermi a lavoro, per fare le cose bene”.
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