L'Associazione nazionale magistrati di Firenze interviene sulla situazione delle carceri toscane, definendo «insostenibili» le condizioni in cui versano gli istituti penitenziari. Al centro delle critiche c'è la direttiva del Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria che, per far fronte al sovraffollamento, prevede in via emergenziale l'utilizzo di materassi e brandine a terra per accogliere i nuovi detenuti.
L'Anm evidenzia come il sovraffollamento, aggravato anche dalla situazione di Sollicciano, comprometta non solo le condizioni di vita dei detenuti, ma anche il lavoro della polizia penitenziaria, del personale sanitario e amministrativo e la funzione rieducativa della pena. A Sollicciano, negli ultimi anni, sono stati presentati 446 ricorsi per denunciare condizioni ritenute degradanti, tra muffe, infiltrazioni, impianti guasti, mancanza di acqua calda e temperature estreme.
Per i magistrati è ormai indispensabile un intervento strutturale da parte delle istituzioni. «L'emergenza negli istituti carcerari non autorizza la disumanità», sottolinea l'Anm, che chiede misure tempestive per garantire il rispetto dei principi costituzionali, la sicurezza e la dignità delle persone detenute e di chi opera quotidianamente nelle carceri. Lo scrive la Nazione.
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