La Procura generale di Firenze ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza d’appello del 15 giugno relativa a Pier Ettore Olivetti Rason e Francesco Macrì nel caso delle consulenze Coingas. Il nodo principale riguarda la riqualificazione delle condotte contestate all’ex amministratore Sergio Staderini da peculato ad appropriazione indebita, che ha determinato l’improcedibilità dell’accusa contro Olivetti Rason per mancanza di querela.
La Corte d’appello aveva escluso per Staderini la qualifica di incaricato di pubblico servizio, considerando la natura prevalentemente finanziaria dell’attività della società e l’assenza di controllo diretto su Estra. Secondo la Procura generale, invece, sarebbe stata necessaria una valutazione più approfondita delle funzioni esercitate e della gestione delle risorse collegate ai servizi locali. L’accusa chiede quindi l’annullamento della sentenza e un nuovo esame, contestando anche la mancata valutazione nel merito degli elementi raccolti.
Le consulenze sotto esame furono affidate tra il 2017 e il 2019, per un esborso contestato di 399.798,88 euro: secondo l’accusa, avrebbero remunerato attività prive di adeguata utilità per Coingas. In primo grado Olivetti Rason era stato condannato per alcune contestazioni, con confisca di 131mila euro, e assolto dalle altre; Macrì era stato assolto per non aver commesso il fatto. Altri filoni del procedimento risultano prescritti oppure definiti con assoluzioni non impugnate o proscioglimenti. Lo scrive la Nazione.
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