'Solidarietà a Montanari, posizione scritta e condivisa da tutto direttivo associazione'

"Ancora una volta si attribuisce al solo Tomaso Montanari una posizione scritta e condivisa da un ampio gruppo di attivisti, intellettuali e accademici: le 30 persone del direttivo dell'Associazione 11 Agosto e il collettivo 'Ultimo giorno di Gaza'. La nostra lettera, contenente rilievi critici verso l'iniziativa Re-imagine Peace, nasce da un confronto comune" e "respingiamo con forza le strumentali e infamanti accuse di antisemitismo rivolte a Tomaso e a noi. Chiunque oggi osi formulare una critica politica verso lo Stato di Israele si trova esposto a questa offesa, usata per impedire il dissenso". Così L'Associazione 11 agosto, dopo che ieri il consigliere Fdi di Palazzo Vecchio Alessandro Draghi ha criticato Montanari per i rilievi mossi al festival Re-Imagine Peace dall'Associazione fiorentina, di cui il rettore dell'Università per stranieri di Siena è fondatore, insieme al gruppo 'L'ultimo giorno di Gaza'.
    
"Le nostre perplessità non sono un gesto di chiusura, ma il tentativo di aprire un dibattito - prosegue l'associazione in una nota -. La pace non è riducibile a una formula rassicurante che mette insieme presenze diverse senza mai nominare la realtà: il genocidio, l'apartheid e l'occupazione. La pace vera deve partire dalla giustizia e dalla verità dei fatti in Palestina, in Israele e a Gaza". "Riteniamo invece necessario discutere - si osserva ancora - un'operazione che rischia di edulcorare la realtà, sostituendo alla politica una generica rappresentazione pacificatrice: non basta accostare una voce israeliana e una palestinese se restano fuori i testimoni diretti, a partire da chi è fuggito da Gaza. La nostra solidarietà a Tomaso nasce dalla convinzione che non si possa colpire una sola persona per una posizione politica collettiva. Se ci sono state scelte o errori, appartengono a tutti noi". "A chi vorrebbe trasformarlo in un bersaglio - conclude l'associazione - diciamo chiaramente: Tomaso non è solo. Continueremo a lavorare per un confronto pubblico basato su parole precise e verità difficili. A Firenze chiediamo di essere all'altezza della parola pace: un concetto che pretende giustizia e coraggio"
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