"Forte preoccupazione per le conseguenze derivanti dalla chiusura del deposito Eni di Calenzano, infrastruttura che per decenni ha rappresentato un nodo strategico per il rifornimento dei distributori della provincia di Firenze, dell'aeroporto e di numerose aziende ad elevato fabbisogno energetico" viene espressa da Marco Stella, segretario regionale di Forza Italia Toscana e Paolo Giovannini, segretario provinciale di Forza Italia Firenze.
"Da oltre 50 anni - osservano - il deposito di Calenzano è collegato al porto di Livorno attraverso una doppia tubazione interrata che, per quanto ci risulta, è sempre stata un'infrastruttura efficiente e strategica per il trasferimento dei prodotti petroliferi. Alla luce della chiusura del deposito, riteniamo doveroso chiedere quale sarà il futuro di questa infrastruttura e quale modello logistico si intenda adottare per garantire gli approvvigionamenti". "Se, come sembra emergere, il trasporto dovesse essere effettuato prevalentemente su gomma - sottolineano Stella e Giovannini - ciò comporterebbe un significativo incremento del traffico di autobotti lungo le principali arterie stradali, in particolare sulla strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno, già oggi interessata da un intenso traffico e da criticità legate alle condizioni del manto stradale. Ci domandiamo, quindi: qual è il piano previsto per garantire continuità ed efficienza degli approvvigionamenti?". "Non vogliamo alimentare polemiche, ma riteniamo indispensabile che istituzioni, cittadini e operatori economici ricevano risposte chiare e trasparenti": "Chiediamo a ENI e agli enti competenti di illustrare pubblicamente le motivazioni delle scelte adottate e le prospettive future, affinché non venga dismesso un sistema che ha garantito per decenni efficienza e sicurezza senza che siano chiaramente illustrate le alternative e le relative garanzie".
"Da oltre 50 anni - osservano - il deposito di Calenzano è collegato al porto di Livorno attraverso una doppia tubazione interrata che, per quanto ci risulta, è sempre stata un'infrastruttura efficiente e strategica per il trasferimento dei prodotti petroliferi. Alla luce della chiusura del deposito, riteniamo doveroso chiedere quale sarà il futuro di questa infrastruttura e quale modello logistico si intenda adottare per garantire gli approvvigionamenti". "Se, come sembra emergere, il trasporto dovesse essere effettuato prevalentemente su gomma - sottolineano Stella e Giovannini - ciò comporterebbe un significativo incremento del traffico di autobotti lungo le principali arterie stradali, in particolare sulla strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno, già oggi interessata da un intenso traffico e da criticità legate alle condizioni del manto stradale. Ci domandiamo, quindi: qual è il piano previsto per garantire continuità ed efficienza degli approvvigionamenti?". "Non vogliamo alimentare polemiche, ma riteniamo indispensabile che istituzioni, cittadini e operatori economici ricevano risposte chiare e trasparenti": "Chiediamo a ENI e agli enti competenti di illustrare pubblicamente le motivazioni delle scelte adottate e le prospettive future, affinché non venga dismesso un sistema che ha garantito per decenni efficienza e sicurezza senza che siano chiaramente illustrate le alternative e le relative garanzie".
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