Un mercato che cambia prospettive e una nuova filosofia societaria: i viola vogliono lasciarsi alle spalle il recente passato e tornare a competere per l'Europa che conta

La sensazione è che qualcosa, a Firenze, sia davvero cambiato. Non è soltanto una questione di nuovi volti o di operazioni di mercato. È il messaggio che il club sta mandando, dentro e fuori dal campo. Chi vestirà la maglia viola nelle prossime settimane entrerà in una squadra che non vuole più limitarsi a rincorrere gli altri, ma punta ad alzare l'asticella. Le dichiarazioni dei nuovi arrivati, così come quelle dell'allenatore Grosso e del direttore sportivo Fabio Paratici, vanno tutte nella stessa direzione: crescita. Una parola che, dopo la stagione appena conclusa, assume un significato ancora più forte. La Fiorentina arriva infatti da un'annata ben al di sotto delle aspettative, una di quelle che obbligano a riflettere e a ripensare il progetto quasi dalle fondamenta.

Ed è proprio qui che entra in gioco il lavoro di Paratici. Dopo il confronto con la proprietà negli Stati Uniti, il dirigente è tornato con un mandato preciso e con ampi margini operativi. L'idea è costruire una squadra sostenibile ma competitiva, scegliendo calciatori giovani, già pronti per il calcio di alto livello, con stipendi equilibrati ma investendo sui cartellini quando serve. Una strategia che guarda contemporaneamente al presente e al futuro: migliorare subito i risultati, senza perdere di vista la possibilità di creare valore attraverso la crescita dei giocatori.

È una filosofia diversa rispetto a quella vista in passato. Oggi l'obiettivo non è soltanto acquistare per rinforzare la rosa, ma costruire un patrimonio tecnico ed economico che possa rendere il club più forte stagione dopo stagione.

Di fronte a un mercato impostato in questo modo è inevitabile che l'entusiasmo dei tifosi cresca. E insieme all'entusiasmo arrivano anche le aspettative. Naturalmente nessuno parla apertamente di traguardi irraggiungibili come lo Scudetto, e sarebbe prematuro farlo. Ma c'è un obiettivo che appare assolutamente legittimo: riportare la Fiorentina stabilmente nelle competizioni europee più prestigiose. Negli ultimi anni la Conference League è stata una presenza costante nel percorso viola. Un torneo che ha regalato emozioni e anche qualche delusione, ma che alla lunga è diventato quasi un limite, una dimensione dalla quale la squadra non è riuscita a fare il salto definitivo. Poi è arrivata la stagione negativa, che ha interrotto anche quel percorso europeo. Adesso il club vuole voltare pagina.

La domanda che molti si pongono è semplice: quanto può migliorare questa Fiorentina già dal prossimo campionato? La storia del calcio italiano insegna che i grandi salti sono possibili. Basta guardare indietro. La Fiorentina di Cesare Prandelli riuscì a trasformare una salvezza conquistata con fatica in una stagione straordinaria, passando da poco più di quaranta punti a quota settantaquattro sul campo. Qualche anno più tardi, con Vincenzo Montella, la squadra fece un altro enorme passo in avanti: dal tredicesimo posto al quarto, con ventisei punti in più rispetto all'annata precedente. Anche l'esperienza di Vincenzo Italiano dimostra quanto rapidamente possano cambiare gli equilibri. Dopo aver chiuso una stagione nelle zone basse della classifica, la Fiorentina tornò subito a lottare per l'Europa, recuperando posizioni e punti in un solo campionato.

E non si tratta di casi isolati. Il Como, nell'ultima stagione, ha compiuto un percorso sorprendente, passando dalla metà classifica fino ai piani alti. L'Atalanta di Gian Piero Gasperini, agli inizi del suo ciclo, fece qualcosa di molto simile, trasformandosi in pochi mesi da squadra in lotta per la salvezza a protagonista del campionato. Naturalmente ogni stagione ha una storia diversa e nessun precedente garantisce che lo stesso copione possa ripetersi. Il calcio non offre certezze. Ma questi esempi dimostrano che, quando una società lavora con idee chiare, continuità e competenza, cambiare dimensione è possibile.

È proprio questo l'aspetto che oggi alimenta l'ottimismo attorno alla Fiorentina. Più ancora dei nomi che arriveranno, conta la sensazione che esista finalmente una direzione precisa. Una programmazione che punta a costruire un progetto destinato a durare e non un semplice exploit destinato a spegnersi dopo una stagione. Se davvero è iniziata una nuova era, come molti pensano, sarà il campo a stabilire quanto in alto potrà arrivare la squadra viola. Per il momento, però, una cosa sembra evidente: il club ha deciso di ripartire con ambizioni diverse, con una strategia più moderna e con la volontà di tornare a occupare un posto importante nel calcio italiano.

Dopo le difficoltà dell'ultimo anno, era esattamente il segnale che l'ambiente aspettava.

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