Rigettato oggi dal Tribunale di Prato un nuovo ricorso presentato per richiedere la fine del picchetto sindacale alla Acca di Seano, nel comune di Carmignano (Prato). Lo rende noto Sudd Cobas.
"Anche stavolta - spiega in una nota il sindacato - al centro del ricorso c'era la presunta urgenza dei pronto moda di completare la spedizione della merce. Stavolta però la stessa richiesta, già bocciata dal Tribunale di Prato lo scorso 7 luglio, era stata portata in tribunale dalla Sg Trasporti, una delle ditte di autotrasportatori di cui si serve la Acca. Il risultato non è cambiato: respinto anche questo attacco vile al diritto di sciopero".
"Il giudice ha affermato ciò che dovrebbe essere evidente a tutti - prosegue Sudd Cobas -: i vestiti non sono merci deperibili e non sussiste quindi nessuna ragione di urgenza che possa mettere in discussione il diritto di sciopero. È fallito inoltre il tentativo di usare in sede civile il Decreto urgente di sequestro disposto dalla procura di Prato che aveva portato allo sgombero del 3 luglio. Il giudice ha fatto notare nell'ordinanza che si tratta di un provvedimento che 'necessita del vaglio del Giudice delle indagini preliminari, per cui nessun accertamento circa le condotte dei manifestanti può dirsi svolto'.
Ad oggi, è bene sottolinearlo, non c'è stata alcuna convalida da parte del Gip del decreto urgente di sequestro disposto dalla procura". Secondo il sindacato "il provvedimento di segno opposto emesso dal Tribunale di Pisa 'inaudita altera parte' (ovvero senza udienza di contraddittorio né diritto di difesa per il sindacato) oggi è ancora di più un provvedimento isolato e che contesteremo in tutte le sedi. Se verrà confermato all'udienza del 24, siamo determinati a presentare reclamo".
"Questa valanga di azioni legali (civili e penali) contro il sindacato - conclude - ha il solo e unico obiettivo di alzare una cortina di fumo per nascondere il chiudi e riapri conclamato della Acca. Un'operazione che vuole bruciare posti di lavoro e diritti e che ci stiamo prendendo la responsabilità di fermare. Per questo motivo da sabato siamo in presidio davanti al magazzino di Campi Bisenzio dove è stata trasferita una parte dell'attività della Acca. Per lo stesso motivo stiamo continuando la mobilitazione contro i carichi abusivi in strada con cui Acca sta continuando ad effettuare le spedizioni".
"Anche stavolta - spiega in una nota il sindacato - al centro del ricorso c'era la presunta urgenza dei pronto moda di completare la spedizione della merce. Stavolta però la stessa richiesta, già bocciata dal Tribunale di Prato lo scorso 7 luglio, era stata portata in tribunale dalla Sg Trasporti, una delle ditte di autotrasportatori di cui si serve la Acca. Il risultato non è cambiato: respinto anche questo attacco vile al diritto di sciopero".
"Il giudice ha affermato ciò che dovrebbe essere evidente a tutti - prosegue Sudd Cobas -: i vestiti non sono merci deperibili e non sussiste quindi nessuna ragione di urgenza che possa mettere in discussione il diritto di sciopero. È fallito inoltre il tentativo di usare in sede civile il Decreto urgente di sequestro disposto dalla procura di Prato che aveva portato allo sgombero del 3 luglio. Il giudice ha fatto notare nell'ordinanza che si tratta di un provvedimento che 'necessita del vaglio del Giudice delle indagini preliminari, per cui nessun accertamento circa le condotte dei manifestanti può dirsi svolto'.
Ad oggi, è bene sottolinearlo, non c'è stata alcuna convalida da parte del Gip del decreto urgente di sequestro disposto dalla procura". Secondo il sindacato "il provvedimento di segno opposto emesso dal Tribunale di Pisa 'inaudita altera parte' (ovvero senza udienza di contraddittorio né diritto di difesa per il sindacato) oggi è ancora di più un provvedimento isolato e che contesteremo in tutte le sedi. Se verrà confermato all'udienza del 24, siamo determinati a presentare reclamo".
"Questa valanga di azioni legali (civili e penali) contro il sindacato - conclude - ha il solo e unico obiettivo di alzare una cortina di fumo per nascondere il chiudi e riapri conclamato della Acca. Un'operazione che vuole bruciare posti di lavoro e diritti e che ci stiamo prendendo la responsabilità di fermare. Per questo motivo da sabato siamo in presidio davanti al magazzino di Campi Bisenzio dove è stata trasferita una parte dell'attività della Acca. Per lo stesso motivo stiamo continuando la mobilitazione contro i carichi abusivi in strada con cui Acca sta continuando ad effettuare le spedizioni".
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