Approvato dal Consiglio comunale di Firenze il progetto di variante al Piano di recupero di via Burci e l'addio al cosiddetto 'mostro del Poggetto'. 22 i voti favorevoli (incluso quello dell'ex candidato sindaco del centrodestra Eike Schmidt), 7 gli astenuti e un solo contrario, Dmitrij Palagi di Sinistra progetto Comune.
La variante fissa una riduzione di 400 mq di superficie utile lorda rispetto alle previsioni precedenti (4500 invece di 4900) e una destinazione esclusivamente residenziale al posto del mix di funzioni originario, aspetto che ha destato qualche perplessità tra le opposizioni. Previste 60 nuove abitazioni in cinque edifici, con 12 alloggi riservati al social housing, un giardino pubblico, un parcheggio interrato aperto al quartiere con circa 60 posti auto, verde pubblico e una strada totalmente riqualificata.
Adesso sono previsti 30 giorni per le osservazioni, la votazione definitiva è prevista in autunno, "Quello di oggi è un passaggio fondamentale per il futuro dell'area di via Burci. Dopo più di 30 anni sarà possibile demolire il cosiddetto 'mostro del Poggetto' e per Firenze riappropriarsi di un intero spazio cittadino", ha detto l'assessora all'urbanistica Caterina Biti, sottolineando come "per la prima volta la convenzione urbanistica stabilisce il diritto di prelazione per il Comune sugli alloggi a canone calmierato".
Dai banchi del centrodestra Eike Schmidt ha annunciato il voto favorevole: "Abbiamo avuto discussioni molto produttive all'interno della nostra area e noi non seguiamo ordini dall'alto", astensione invece da FdI con Matteo Chelli, "oggi votiamo un atto politico, non tecnico". Sul fronte della maggioranza, il capogruppo del Pd Luca Milani ha parlato di "risposta vera e concreta che arriva alla città", replicando alle perplessità aggiungendo che "a volte il 'meglio è nemico del bene'".
Sulla stessa lunghezza d'onda Vincenzo Pizzolo di Avs-Ecolò, "è una risposta su un'area che da decenni l'aspettava". Per Dmitrij Palagi di Spc "la variante tradisce le promesse". In particolare, evidenzia, "solo 12 alloggi di edilizia residenziale convenzionata, non pubblica su 60, con un diritto di prelazione del Comune che nella convenzione è soltanto facoltativo e un vincolo di appena 20 anni".
La variante fissa una riduzione di 400 mq di superficie utile lorda rispetto alle previsioni precedenti (4500 invece di 4900) e una destinazione esclusivamente residenziale al posto del mix di funzioni originario, aspetto che ha destato qualche perplessità tra le opposizioni. Previste 60 nuove abitazioni in cinque edifici, con 12 alloggi riservati al social housing, un giardino pubblico, un parcheggio interrato aperto al quartiere con circa 60 posti auto, verde pubblico e una strada totalmente riqualificata.
Adesso sono previsti 30 giorni per le osservazioni, la votazione definitiva è prevista in autunno, "Quello di oggi è un passaggio fondamentale per il futuro dell'area di via Burci. Dopo più di 30 anni sarà possibile demolire il cosiddetto 'mostro del Poggetto' e per Firenze riappropriarsi di un intero spazio cittadino", ha detto l'assessora all'urbanistica Caterina Biti, sottolineando come "per la prima volta la convenzione urbanistica stabilisce il diritto di prelazione per il Comune sugli alloggi a canone calmierato".
Dai banchi del centrodestra Eike Schmidt ha annunciato il voto favorevole: "Abbiamo avuto discussioni molto produttive all'interno della nostra area e noi non seguiamo ordini dall'alto", astensione invece da FdI con Matteo Chelli, "oggi votiamo un atto politico, non tecnico". Sul fronte della maggioranza, il capogruppo del Pd Luca Milani ha parlato di "risposta vera e concreta che arriva alla città", replicando alle perplessità aggiungendo che "a volte il 'meglio è nemico del bene'".
Sulla stessa lunghezza d'onda Vincenzo Pizzolo di Avs-Ecolò, "è una risposta su un'area che da decenni l'aspettava". Per Dmitrij Palagi di Spc "la variante tradisce le promesse". In particolare, evidenzia, "solo 12 alloggi di edilizia residenziale convenzionata, non pubblica su 60, con un diritto di prelazione del Comune che nella convenzione è soltanto facoltativo e un vincolo di appena 20 anni".
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