La nuova Fiorentina comincia a prendere forma nel reparto che più di ogni altro dovrà determinarne identità, ritmo e coraggio. Il centrocampo immaginato da Fabio Grosso non dovrà limitarsi ad amministrare il pallone: dovrà condurlo in avanti, superare la pressione e accompagnare con continuità l’azione offensiva. In questa trasformazione Arthur Atta può avere un ruolo centrale.
I primi allenamenti al Viola Park hanno aiutato a comprendere perché il club abbia deciso di investire con tanta convinzione sull’ex Udinese. Atta ha mostrato personalità, rapidità di esecuzione e una naturale capacità di muoversi anche negli spazi più congestionati. Gioca spesso a uno o due tocchi, ma quando trova campo non rinuncia a puntare l’avversario e a portare direttamente il pallone nella metà campo offensiva.
È proprio questa alternanza a renderlo particolarmente funzionale al calcio di Grosso. Atta può accelerare attraverso uno scambio veloce oppure rompere la pressione in conduzione, senza obbligare la squadra a sviluppare sempre l’azione sulle corsie laterali. Una soluzione che alla Fiorentina della passata stagione è mancata spesso.
GROSSO LO VUOLE DENTRO L’AREA. Il lavoro dell’allenatore non riguarda però soltanto la costruzione. Durante le esercitazioni tattiche, Grosso ha insistito sulla necessità di vedere Atta attaccare con maggiore continuità l’area di rigore, soprattutto sui cross provenienti dalla trequarti. Il francese dovrà quindi trasformarsi da accompagnatore dell’azione a possibile finalizzatore.
I cinque gol segnati nell’ultimo campionato rappresentano una base interessante, così come la propensione alla conclusione dalla distanza. Atta calcia quando intravede lo spazio e non ha paura di tentare una giocata difficile. Ma il salto di qualità dovrà arrivare soprattutto senza pallone, attraverso letture e inserimenti capaci di portarlo più frequentemente alle spalle del centrocampo avversario.
IL TRIO CON FAGIOLI E OULAÏ. Nel 4-3-3 di partenza, Atta è destinato a muoversi prevalentemente sul centrosinistra. Fagioli dovrebbe occupare la posizione centrale, con Oulaï inizialmente collocato sul lato opposto. Una distribuzione che non sarà però rigida.
Fagioli può essere il regista incaricato di dare ordine e scegliere i tempi della manovra. Atta aggiunge strappi, dribbling e capacità di avanzare palla al piede. Oulaï, invece, porta aggressività e recupero del pallone, ma possiede anche qualità sufficienti per accompagnare l’azione e scambiarsi la posizione con l’ex Juventus.
L’ivoriano potrebbe abbassarsi davanti alla difesa nelle fasi in cui servirà maggiore protezione, consentendo a Fagioli di ricevere qualche metro più avanti. Il risultato sarebbe un centrocampo meno prevedibile, nel quale la responsabilità della costruzione non ricadrebbe sempre sullo stesso giocatore.
NDOUR È PIÙ DI UN’ALTERNATIVA. Considerare già definita la formazione titolare sarebbe comunque prematuro. Cher Ndour dispone di caratteristiche che nessun altro centrocampista viola possiede nello stesso modo: struttura fisica, ampiezza di corsa e capacità di occupare l’area. Anche con lui Grosso sta lavorando molto sugli inserimenti e sull’attacco dei cross.
Ndour può contendere un posto sia ad Atta sia a Oulaï, ma soprattutto può diventare una soluzione preziosa per modificare la Fiorentina a partita in corso. Contro avversari particolarmente fisici, oppure quando servirà aumentare la presenza negli ultimi metri, il suo impiego potrebbe diventare molto più di una semplice rotazione.
THORSTVEDT RESTA NEI PENSIERI. Il reparto potrebbe arricchirsi ulteriormente con Kristian Thorstvedt. L’arrivo di Oulaï non ha cancellato l’interesse per il norvegese, già allenato e apprezzato da Grosso al Sassuolo. La richiesta neroverde resta compresa tra i 15 e i 18 milioni, ma nella trattativa potrebbe essere inserita una contropartita: Brescianini è uno dei profili graditi al club emiliano.
Thorstvedt aggiungerebbe esperienza, fisicità e una spiccata predisposizione all’inserimento. Il suo eventuale arrivo renderebbe inevitabili alcune uscite, ma consegnerebbe a Grosso un reparto profondo e assortito.
La Fiorentina, dunque, non sta semplicemente accumulando centrocampisti. Sta provando a costruire una mediana capace di cambiare pelle durante la partita. Atta ne rappresenta lo strappo, Fagioli il pensiero e Oulaï l’energia. Con Ndour pronto a sovvertire le gerarchie e Thorstvedt ancora possibile protagonista del mercato.
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