L’ex viola da avversario a Vicarage Road indossa la fascia da capitano del Watford a seicentosei giorni dal malore di Firenze

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A distanza di seicentosei giorni dai drammatici momenti vissuti sul prato del Franchi, le strade di Edoardo Bove e della Fiorentina si sono incrociate nuovamente, questa volta sul terreno di gioco di Vicarage Road. Un appuntamento dal forte valore simbolico, anticipato anche dai canali ufficiali del club gigliato con un messaggio d'affetto verso il centrocampista, oggi punto di riferimento del Watford.

Nel pre-gara si sono susseguiti i calorosi saluti con gli ex compagni di squadra, tra cui Ranieri, Mandragora e De Gea, a testimonianza di un legame rimasto intatto. Lo stesso Bove, visibilmente commosso, ha ricordato la sua tappa in riva all'Arno come un passaggio fondamentale della propria crescita personale e professionale, giunto dopo l'addio alla Roma. Un percorso interrottosi bruscamente l'uno dicembre 2024 durante la sfida con l'Inter, quando un'aritmia ventricolare ne mise a rischio l'incolumità.

L'impianto del defibrillatore sottocutaneo, eseguito presso l'azienda ospedaliero-universitaria di Careggi, ha consentito al calciatore di proseguire l'attività agonistica, seppur lontano dal campionato italiano a causa dei vincoli normativi vigenti nel nostro Paese sulla certificazione d'idoneità. Trasferitosi in Inghilterra, il centrocampista si è ritagliato uno spazio primario nelle fila degli Hornets.

Nella sfida amichevole, il tecnico Dionisi gli ha affidato la fascia di capitano: un'investitura onorata con una prestazione di spessore, caratterizzata da una conclusione sventata da De Gea e da spunti di rilievo nel primo tempo.

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