Dal ritiro inglese della Fiorentina a Teddington, Rolando Mandragora si è raccontato ai microfoni di ViolaNews, parlando del presente viola, dei cambiamenti all'interno del club e delle ambizioni per la nuova stagione.
Il centrocampista ha sottolineato il legame con la maglia viola: "È sicuramente la squadra più importante della mia carriera. È quella con cui ho giocato più anni, quella che mi ha permesso di disputare le coppe europee e di giocare tre finali. Per questo è la squadra più importante del mio percorso".
Sulla scorsa stagione e sulla necessità di ripartire, Mandragora ha spiegato: "Sinceramente penso che nessuno di noi abbia voglia di guardare indietro. Preferiamo guardare avanti. È stata una stagione particolare e dobbiamo imparare dagli errori".
Il centrocampista ha parlato anche del nuovo allenatore Fabio Grosso: "Lo conosco da quindici giorni, ma le impressioni sono molto positive. Per quello che ha fatto vedere nel recente passato ha dimostrato il suo valore, mantenendo sempre il suo credo tattico e una gestione importante del gruppo e delle pressioni. Ci darà sicuramente una grande mano".
Sul ruolo di leader nello spogliatoio ha aggiunto: "È una cosa che mi appartiene. Parlare mi tiene attivo e concentrato. Spero sia un aiuto per i compagni e non una rottura di scatole. Lo faccio soprattutto per mantenere alta l'attenzione del gruppo".
Infine, Mandragora ha raccontato il rapporto con la città: "Firenze è casa. Non l'ho detto subito quando sono arrivato perché non mi piace fare il lecchino di turno, ma col tempo ho imparato a conoscerla e ad amarla. Qui è nata mia figlia e questo crea un legame che porterò sempre con me".
Il centrocampista ha sottolineato il legame con la maglia viola: "È sicuramente la squadra più importante della mia carriera. È quella con cui ho giocato più anni, quella che mi ha permesso di disputare le coppe europee e di giocare tre finali. Per questo è la squadra più importante del mio percorso".
Sulla scorsa stagione e sulla necessità di ripartire, Mandragora ha spiegato: "Sinceramente penso che nessuno di noi abbia voglia di guardare indietro. Preferiamo guardare avanti. È stata una stagione particolare e dobbiamo imparare dagli errori".
Il centrocampista ha parlato anche del nuovo allenatore Fabio Grosso: "Lo conosco da quindici giorni, ma le impressioni sono molto positive. Per quello che ha fatto vedere nel recente passato ha dimostrato il suo valore, mantenendo sempre il suo credo tattico e una gestione importante del gruppo e delle pressioni. Ci darà sicuramente una grande mano".
Sul ruolo di leader nello spogliatoio ha aggiunto: "È una cosa che mi appartiene. Parlare mi tiene attivo e concentrato. Spero sia un aiuto per i compagni e non una rottura di scatole. Lo faccio soprattutto per mantenere alta l'attenzione del gruppo".
Infine, Mandragora ha raccontato il rapporto con la città: "Firenze è casa. Non l'ho detto subito quando sono arrivato perché non mi piace fare il lecchino di turno, ma col tempo ho imparato a conoscerla e ad amarla. Qui è nata mia figlia e questo crea un legame che porterò sempre con me".
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