Accoglienza da superstar a Peretola per il talento argentino giunto dal Real Madrid: tra opzioni tattiche e un ingaggio condiviso, la Fiorentina cala l'asso

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L’attesa è finita e l'entusiasmo è esploso. L’arrivo di Franco Mastantuono a Firenze si è trasformato in un abbraccio travolgente: ieri pomeriggio, l’aeroporto di Peretola è stato preso d'assalto da una marea di tifosi viola e albicelesti. Tra cori, occhiali da sole e la sua inseparabile chitarra, il classe 2007 ha vissuto un "bagno di folla" da vera superstar, scene di pura passione che a Firenze non si vedevano da anni.

L’operazione con il Real Madrid, chiusa sulla base di un prestito con stipendio da 3,5 milioni di euro condiviso tra i due club, prevede anche un gentlemen’s agreement: prolungamento di un altro anno in caso di qualificazione in Europa League o Champions. Una mossa che testimonia le ambizioni crescenti della società viola, abile a garantire subito al ragazzo la centralità nel progetto tecnico rispetto ad altre concorrenti.

L'arrivo del gioiello argentino regala a Fabio Grosso intriganti soluzioni tattiche. Schierato da trequartista in un ipotetico 4-3-2-1 a fianco di Albert Gudmundsson, Mastantuono permetterebbe all'islandese di agire in zone più consone al suo gioco, garantendo alla squadra imprevedibilità e qualità negli ultimi trenta metri.

Sulle sue eccezionali doti non ha dubbi Rodolfo D'Onofrio, ex presidente del River Plate che lo ha visto crescere: «Franco è un crack in campo e un ragazzo straordinario fuori. Ha tutto per esplodere ed esprimere tutto il suo talento in Italia». Firenze ora sogna ad occhi aperti, pronta a godersi la sinfonia del suo nuovo numero dieci.

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