La standing ovation dei 16 mila del Franchi per Fabio Paratici, prima di Fiorentina-Benevento, fotografa l’entusiasmo tornato attorno alla squadra viola. Il dirigente, insieme al presidente Giuseppe Commisso e a Roberto Goretti, ha rivoluzionato una rosa reduce dalla deludente scorsa stagione: sono già arrivati nove giocatori e altri innesti sono attesi prima della chiusura del mercato. Il 1° settembre la Fiorentina potrebbe presentarsi con addirittura dodici volti nuovi.
Dal Viola Park filtra soddisfazione soprattutto per l'impatto dei nuovi. Valdepeñas ha sorpreso positivamente, mentre Viery viene considerato un potenziale titolare, anche se avrà bisogno di tempo per adattarsi al calcio italiano. Grande fiducia anche in Atta, operazione particolarmente apprezzata all'interno del club. La società è però consapevole che una squadra così profondamente rinnovata avrà bisogno di pazienza prima di trovare automatismi ed equilibrio.
Grande attenzione è rivolta soprattutto a Oulai. Paratici e Goretti hanno puntato con convinzione sull'ex Trabzonspor, considerato un vero e proprio “diamante grezzo” dalle enormi potenzialità. Fabio Grosso lo sta inserendo gradualmente e, nelle intenzioni del tecnico, il suo futuro potrebbe essere proprio accanto a Nicolò Fagioli. I due non vengono infatti considerati incompatibili: Grosso li ha già provati insieme, pur ritenendo che al momento la squadra abbia bisogno di equilibri differenti.
Proprio per questo la Fiorentina non programma la cessione di Fagioli. L'intenzione è trattenerlo, anche se un'offerta irrinunciabile potrebbe cambiare lo scenario. Un ragionamento che vale anche per Moise Kean: nessuno viene considerato incedibile in senso assoluto, ma questo non significa che il club abbia intenzione di privarsi dei suoi giocatori più importanti.
Sul mercato, infine, Paratici e Goretti continueranno a privilegiare profili giovani e con margini di crescita, possibilmente già pronti per compiere il salto di qualità, sulla falsariga dell'operazione Atta. La linea è chiara: costruire una Fiorentina competitiva nel presente, senza sacrificare il futuro. E mentre Grosso lavora per trovare la formula migliore, al Viola Park si preparano gli ultimi tasselli della rivoluzione viola.
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