Verso Roma-Fiorentina, sfida nella sfida tra Grosso e Gasp

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In attesa di evoluzioni sul mercato che potrebbero cambiare molte cose, ogni riferimento a Moise Kean non è puramente casuale, il conto alla rovescia per la prima di campionato inizia ad essere prossimo allo zero. La nuova Serie A 2026/27 della Fiorentina partirà dall’Olimpico, dove l’anno scorso Vanoli prese 4 gol senza neanche scendere in campo, dove i sorrisi sono così rari da poterli contare sulle dita di tre mani, con 15 vittorie esterne su 87 precedenti, dove l’ultima vittoria è arrivata in quel filotto di partite magico che susseguì al dramma della scomparsa di Davide Astori, era il 2018.
 
Quella di lunedì, tra le sfide nella sfida, sarà anche il confronto tra l’esperto Gian Piero Gasperini e l’emergente Fabio Grosso, tecnici di giallorossi e viola. Tra il Gasp e Grosso ci passano 19 anni, ma soprattutto quasi 600 panchine d’esperienza in massima serie. Quella di lunedì, infatti, sarà la 638 per Gasperini, mentre sarà la 42° di Grosso.  Due mondi opposti, insomma.
 
Gasp che, col suo caratterino, ha negli anni fatto fuori i senatori dell’Atalanta, allontanando ad esempio il Papu Gomez, portando la società bergamasca a vincere un’Europa League imponendosi sempre come la chiesa al centro del villaggio. Lo ha fatto anche a Roma, arrivando a costringere la società ad allontanare uno come Claudio Ranieri, non proprio l’ultimo arrivato, in generale e all’interno del contesto romanista.

Da questa parte, invece, c’è Grosso, preso da Paratici per far leva sull’enorme sintonia tra comparto dirigenziale e allenatore, uno che fin qui è stato sempre definito aziendalista e, diciamo così, poco invadente nelle decisioni della società. Vi immaginate Gasperini al posto di Grosso, con la situazione Kean? Chissà che bordate avrebbe già mandato. Grosso sorride sempre, Gasp è uno che ha il broncio cronico, uno è moderato l’altro è sempre stato molto esagerato. Due mondi opposti anche su questo.
 
Gasp, che con la Fiorentina e Firenze ha sempre avuto un rapporto conflittuale, dalla simulazione di Chiesa agli insulti alla madre fino a quelle volte in cui ha giustificato i buu razzisti dei suoi tifosi bergamaschi a Dalbert, Vlahovic e non soltanto, passando per le varie espulsioni rimediate al Franchi accompagnate da ridondanti ole da parte dei tifosi viola. Lunedì un altro capitolo.
 
Gasp contro Grosso ci ha sempre vinto, 3 volte su 3, Grosso non ha ancora segnato un gol nei tre precedenti contro il tecnico della Roma, con due ko su due rimediati l’anno scorso e un 3-0 subito dall’Atalanta quando allenava il Brescia. Gasp che, negli ultimi anni ha fatto fare ai suoi club quel salto di qualità che alla Fiorentina non è mai riuscito, che Paratici spera di far fare al club viola con la scelta di e su Grosso. Incroci particolari, dunque. Sfide nella sfida. L’esperto Gasp contro l’emergente Grosso, Roma-Fiorentina.
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