Ci sono giocatori che ogni estate sembrano destinati a lasciare Firenze e che, pochi mesi più tardi, finiscono puntualmente per riconquistare un ruolo centrale nella Fiorentina. Rolando Mandragora appartiene ormai a questa categoria.
Anche dodici mesi fa il suo futuro era rimasto in sospeso per settimane. Il contratto si avvicinava alla scadenza, il rinnovo tardava ad arrivare e intorno al centrocampista si erano mosse soprattutto Bologna e Real Betis. Mandragora scelse però di restare, trovando successivamente l’accordo per prolungare il proprio rapporto con la Fiorentina fino al 2028.
Una decisione seguita dalla migliore stagione della sua carriera in Serie A: 34 presenze, sette gol e tre assist. Soltanto Moise Kean, tra i calciatori viola, ha segnato più di lui nello scorso campionato. Numeri che avrebbero potuto eliminare qualsiasi dubbio sul suo futuro e che, invece, non sono bastati a sottrarlo a un’altra estate di mercato.
Questa volta il nodo non riguarda il contratto, ma la nuova composizione del reparto. Fabio Paratici ha portato a Firenze Arthur Atta e Christ Inao Oulaï, aggiungendoli a un centrocampo nel quale sono già presenti Fagioli, Ndour, Brescianini e Fabbian.
La concorrenza è inevitabilmente aumentata. Per costruire il proprio 4-3-3, Fabio Grosso cerca qualità, dinamismo e calciatori capaci di coprire grandi porzioni di campo. La Fiorentina dovrà quindi capire quali elementi trattenere, anche per non arrivare alla fine del mercato con un reparto numericamente sovradimensionato.
In questo contesto sono tornate a circolare voci riguardanti Mandragora. Genoa e Torino pensano a un possibile ritorno, mentre il Bologna continua a seguirlo dopo averlo già cercato nella passata estate. All’estero rimane invece la pista Besiktas, sulla cui panchina siede Vincenzo Italiano, uno degli allenatori che a Firenze ha dato maggiore continuità al centrocampista.
Al momento non risulta esserci una trattativa vicina alla conclusione. Si parla di interessamenti e richieste di informazioni, non ancora di un’offerta capace di modificare gli equilibri. La Fiorentina valuta Mandragora circa 10 milioni di euro e non sembra intenzionata ad aprire a prestiti o formule eccessivamente dilazionate.
Il club non considera il centrocampista incedibile, ma nemmeno un elemento dal quale separarsi a qualsiasi condizione. Un’eventuale cessione dovrebbe garantire una cifra utile da reinvestire e consentire a Paratici di intervenire nuovamente sulla rosa.
Anche la volontà del giocatore avrà un peso importante. Mandragora vuole rimanere a Firenze ed è convinto di potersi guadagnare spazio anche nella nuova Fiorentina. Grosso, inoltre, lo stima e avrebbe fatto capire alla società che non se ne priverebbe volentieri, soprattutto a pochi giorni dall’inizio del campionato.
La sua assenza nelle ultime settimane non rappresenta una bocciatura tecnica. Mandragora è alle prese con un problema alla schiena, ha già saltato la partita di Coppa Italia contro il Benevento e resta in dubbio per l’esordio contro la Roma.
Il problema fisico gli ha impedito di difendere sul campo la propria posizione proprio mentre Grosso stava costruendo le prime gerarchie. La sua situazione non va però confusa con quella di un calciatore ormai escluso dal progetto.
Mandragora non deve necessariamente partire come titolare fisso per risultare importante. Nel centrocampo di Grosso può giocare da mezzala, garantire equilibrio accanto a un regista maggiormente portato alla costruzione e offrire una capacità realizzativa che gli altri interpreti del reparto devono ancora dimostrare. Tiro dalla distanza, inserimenti e lettura dei momenti della partita restano caratteristiche preziose, soprattutto all’interno di una rosa diventata molto più giovane.
La sua posizione rimane quindi in bilico, ma non perché la Fiorentina abbia deciso di accompagnarlo alla porta. Mandragora si trova esattamente a metà tra due valutazioni: da una parte è uno dei pochi centrocampisti dai quali il club potrebbe ricavare immediatamente una cifra significativa; dall’altra rimane un giocatore affidabile, apprezzato dall’allenatore e reduce dalla migliore stagione della propria carriera.
Ad oggi la permanenza appare ancora lo scenario più probabile. Per modificarlo serviranno un’offerta concreta, vicina alla valutazione stabilita dalla Fiorentina, e la disponibilità di Mandragora a lasciare una città nella quale ha scelto di rimanere anche la scorsa estate. Una possibilità che, almeno per il momento, il centrocampista non sembra voler prendere in considerazione.
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