L’Asp promette una ricostruzione dettagliata e la pubblicazione dei documenti. Chiarimenti sui bandi, sui canoni e sui casi di via Guelfa e via Faenza

Dopo il Consiglio comunale straordinario di venerdì, Montedomini replica alle contestazioni sulla gestione del proprio patrimonio immobiliare. L’Asp annuncia una ricostruzione «punto per punto» delle questioni emerse e assicura che metterà a disposizione documenti e dati.

La prima scadenza indicata riguarda il nuovo regolamento per l’assegnazione degli immobili, atteso entro ottobre. Quello attuale risale al 2010 ed è stato modificato per l’ultima volta nel 2018. Secondo l’azienda, la revisione dovrà conciliare tutela del patrimonio pubblico, sostenibilità economica e finalità sociali.

Montedomini precisa inoltre che i bandi sono stati pubblicati sul sito istituzionale, nella sezione Amministrazione trasparente e sull’Albo online, oltre a essere pubblicizzati attraverso cartelli “Affittasi”. Le bozze dei contratti erano parte integrante delle procedure, mentre i canoni sarebbero stati stabiliti sulla base delle valutazioni di professionisti esterni, considerando le condizioni degli edifici e gli investimenti necessari.

Proprio i costi di ristrutturazione avrebbero limitato la partecipazione ad alcune gare. Per l’immobile di via Guelfa 83, destinato agli affitti brevi, sarebbe arrivata una sola offerta valida: tre soggetti avevano effettuato il sopralluogo, ma due si sarebbero ritirati a causa dell’impegno economico richiesto.

Dal 17 luglio l’Asp riferisce di aver ricevuto 16 richieste di accesso agli atti. Le pratiche vengono esaminate in ordine di protocollo, tenendo conto della quantità dei documenti e della necessità di tutelare eventuali soggetti terzi. Tutta la documentazione, assicura Montedomini, sarà comunque resa disponibile.

L’azienda sottolinea poi che una parte significativa del patrimonio necessita di interventi rilevanti e che le risorse disponibili vengono destinate prioritariamente alle strutture nelle quali sono erogati i servizi alla persona.

Sul caso di via Faenza 38, Montedomini ricorda che l’alloggio era occupato senza titolo dal 2008 e presentava problemi anche sul piano della sicurezza. Agli occupanti sarebbe stata proposta una sistemazione alternativa in via del Porcellana, di circa cento metri quadrati e con un canone fortemente calmierato. L’immobile di via Faenza è stato successivamente ristrutturato e rimesso a gara.

Infine, l’Asp chiarisce che la possibilità di una destinazione turistico-ricettiva inserita in alcuni contratti non rappresentava un’autorizzazione automatica, ma restava subordinata al rispetto delle norme e al rilascio dei permessi necessari. Respinta anche l’ipotesi di frazionamenti finalizzati ad aumentare gli immobili turistici: in via San Niccolò si sarebbe trattato di alienazioni avvenute tra il 2014 e il 2018, mentre in via dell’Albero le unità catastali sarebbero diminuite da quattro a due. Lo scrive la Nazione. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies