Spese familiari in crescita del 7,2% rispetto allo scorso anno. A pesare soprattutto bollette, carburanti, alimentazione e scuola

Salari fermi e costo della vita in aumento: per le famiglie toscane si profila un autunno particolarmente difficile. Secondo le stime di Federconsumatori, tra settembre e novembre le spese e i consumi raggiungeranno in media i mille euro al mese per nucleo familiare, con un incremento del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Dal calcolo restano esclusi affitti, mutui ed eventuali imprevisti.

I rincari più consistenti riguardano le utenze domestiche. La spesa complessiva per acqua, luce, gas e telefonia dovrebbe arrivare a 1.280 euro nel trimestre, con un aumento del 14,3%. Nel dettaglio, l’energia elettrica registra una crescita del 16,4% e il gas naturale del 18,8%. Per la benzina sono previsti 624 euro in tre mesi, il 22% in più.

«Questi dati riflettono l’instabilità dei mercati energetici, pesantemente condizionati dai conflitti e dalle incertezze negli approvvigionamenti globali», spiega Laura Grandi di Federconsumatori Toscana. La conseguenza è una riduzione immediata delle risorse disponibili per gli altri consumi, con effetti negativi anche sull’economia locale.

Nelle città come Firenze, Prato e Livorno pesa la prima rata del riscaldamento condominiale, stimata mediamente in 462 euro e cresciuta del 15,7%. Ancora più difficile la situazione nelle aree interne e montane, come l’Appennino pistoiese, il Casentino e le zone collinari del Mugello, dove il prezzo del pellet è aumentato di oltre il 32%.

Tra le altre voci, Federconsumatori calcola una spesa media trimestrale di 1.729 euro per l’alimentazione, poco più di mille euro per la scuola, 284 euro per le visite mediche e 186 euro per le attività sportive.

L’associazione chiede un taglio strutturale delle accise di almeno 20 centesimi sulla benzina e 25 sul diesel, oltre a una rimodulazione dell’Iva sui beni di prima necessità. Quest’ultima misura, secondo le stime, permetterebbe a ogni famiglia di risparmiare oltre 530 euro all’anno.

Tra le proposte figurano anche il potenziamento del bonus energia, la creazione di un fondo contro la povertà energetica e una tassazione più severa sugli extraprofitti delle multinazionali del settore.

«Senza un intervento deciso del Governo, la contrazione dei consumi sarà inevitabile e trascinerà con sé il commercio di vicinato e la piccola impresa», conclude Grandi. «Proteggere il bilancio familiare significa, oggi più che mai, proteggere la stabilità democratica del nostro Paese». Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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