
Chi ben comincia...Non sarà ancora a metà dell'opera Paolo Vanoli, ma intanto la Fiorentina ha mostrato segnali di vita a Venezia. Lo ha fatto a livello caratteriale, non sciogliendosi quando i lagunari hanno trovato il vantaggio, reagendo e non abbattendosi quando la palla non entrava, volendo il pareggio, volendo vincerla una volta pareggiata, difendendosi quando i lagunari hanno spinto a inizio secondo tempo e chiudendola quando c'è stata l'opportunità. Certo, dietro c'è ancora molto da lavorare.
Il Venezia, infatti, ha avuto più di un momento in cui ha sfruttato la fragilità della retroguardia gigliata. Attenzione: la retroguardia, tutta, da intendersi come reparto. Si è percepito in maniera chiara come serva ancora trovare l'intesa tra i difensori, centrali e/o terzini, magari organizzandosi in maniera diversa sulle ripartenze per non lasciare praterie nei momenti in cui c'è da spingere e la squadra è sbilanciata. Su questo potrebbe aiutare una mediana che continua a fare poco filtro, ma che almeno ha ritrovato l'inventiva di un Fagioli rigenerato.
Il tutto ovviamente, senza dimenticare che sotto porta c'è da migliorare. Nel primo tempo di Venezia, ad esempio, c'è stato un momento di partita in cui la contesa era ancora aperta solo e soltanto perchè, nonostante la facilità con cui gli attaccanti viola arrivavano in area, mancava sempre l'uno al trenta per far trentuno. E quando sprechi così tanto, spesso e volentieri lo paghi. Non che la Fiorentina abbia perso con Toro e Frosinone in maniera immeritata, anzi, ma già lì si era visto un attacco che sprecava troppo. Non solo per sfortuna, ma perchè molti interpreti offensivi viola devono trovare la cattiveria che serve nella finalizzazione.
Poi ci sono i discorsi relativi ai singoli, tra cui anche Vanoli. In pochi giorni di lavoro col nuovo tecnico la Fiorentina è apparsa 'defibrillata', non solo a livello emotivo e di temperamento, ma anche tecnico: si è rivisto il miglior Fagioli che inventa, crea e non si nasconde; un Mastantuono che prende, scarta, tira e segna, ma soprattutto che quando perde palla lotta per recuperarla, dà mano al terzino in fase difensiva e che si riscopre leader, cose che fin qui non si erano viste; un Pellegrino finalmente incisivo; un Dragusin che stavolta ha retto non facendo disastri; un buon Njie, che non ha paura di prendere, partire, saltare l'uomo, ma che sotto porta deve migliorare; un buon Viery, con qualche sbavatura su cui c'è da lavorare; un Ranieri riesumato per l'occasione che ha trascinato i compagni e tante altre cose che fanno ben sperare.
La Fiorentina è viva, ora c'è da guarire del tutto. C'è da ritornare a credere che la rosa allestita, pur con qualche evidente lacuna, non sia inallenabile come diceva il precedente allenatore, da sperare che davvero ci siano dei presupposti per potersi togliere qualche soddisfazione. Grosso, ma chi era costui? Non Carneade, per quello che ha fatto da calciatore, ma come allenatore...meglio stendere un velo pietoso, il più classico esempio di come un tecnico, se sbagliato, possa incidere in senso negativo creando disastri.
Per fortuna Paratici se n'è accorto in tempo, pur restando la macchia di averlo scelto. Solo gli stupidi non cambiano mai idea. Ricordando che di fronte c'era il Venezia, la Fiorentina è ripartita con Vanoli, che adesso dovrà confermare che molti di coloro che lo criticavano si sbagliavano, Paratici stesso che non lo aveva confermato. Chi ben comincia, intanto...
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