Paolo Vanoli non ha dubbi: Christ Inao Oulai gli ricorda da vicino N’Golo Kanté. Un paragone importante, scelto dall’allenatore della Fiorentina che conosce molto bene il centrocampista francese, avendolo allenato al Chelsea nella stagione 2017-2018, quando lavorava come vice di Antonio Conte.
Vanoli aveva già osservato Oulai in passato, anche durante il recente Mondiale disputato negli Stati Uniti, ma sono stati soprattutto i primi dieci giorni trascorsi insieme al Viola Park a convincerlo definitivamente delle qualità del ventenne ivoriano. Tra i due giocatori, secondo il tecnico, esistono diverse somiglianze. Kanté, anche grazie all’esperienza, era più riflessivo nella gestione delle situazioni, mentre Oulai tende ancora a lasciarsi trascinare dall’istinto e dalla propria esuberanza. Talvolta deve essere frenato, ma possiede enormi margini di crescita.
Il ruolo davanti alla difesa
La partita di Coppa Italia contro il Pisa ha fornito le prime indicazioni sul ruolo che Vanoli potrebbe affidargli. Nella sua prima gara da titolare con il nuovo-vecchio allenatore viola, Oulai è stato schierato davanti alla difesa, con Ndour e Brescianini ai suoi lati. Una posizione studiata per permettergli di esprimere le sue caratteristiche migliori: recuperare palloni, vincere contrasti e trasformare rapidamente un’azione difensiva in una ripartenza.
Il giovane centrocampista possiede un fisico compatto, gambe veloci e una notevole rapidità nei movimenti. Riesce a girarsi in poco spazio, a sottrarsi alla pressione dell’avversario e ad accelerare immediatamente con il pallone tra i piedi. Qualità che ricordano proprio Kanté, anche se Oulai deve ancora imparare a scegliere meglio i tempi delle giocate. Ogni tanto rischia troppo o parte nel momento sbagliato, ma si tratta di difetti comprensibili per un ragazzo di appena vent’anni.
La determinazione che piace a Vanoli
A impressionare è soprattutto il suo atteggiamento. Se perde il pallone, prova immediatamente a riconquistarlo. Se un avversario riesce a superarlo, Oulai non abbandona l’azione e continua a inseguirlo. Una determinazione che piace agli allenatori, trascina i compagni e conquista rapidamente il pubblico. La Fiorentina, specialmente in mezzo al campo, ha bisogno di calciatori capaci di unire qualità, corsa e carattere.
Finora Oulai e Fagioli si sono alternati. A Venezia ha giocato l’ex Juventus, mentre l’ivoriano, reduce dal problema muscolare accusato contro il Torino, è rimasto in panchina. Contro il Pisa è invece toccato a Oulai, con Fagioli tenuto a riposo in vista della partita contro il Napoli.
Vanoli, però, non esclude di schierarli insieme. Per farlo servirà il giusto equilibrio, perché entrambi amano avere il pallone e partecipare alla costruzione del gioco. Il tecnico potrebbe ripensare proprio all’esperienza vissuta al Chelsea, quando Kanté giocava accanto a un regista tecnico come Cesc Fàbregas. A Firenze cresce quindi l’attesa per vedere Oulai e Fagioli formare una coppia potenzialmente complementare.
L’umiltà sotto la Curva Fiesole
Oltre alle qualità tecniche, Oulai sembra condividere con Kanté anche una grande umiltà. Dopo essere stato premiato come migliore in campo contro il Pisa, il centrocampista non voleva quasi andare sotto la Curva Fiesole. Sono stati i compagni a spingerlo, letteralmente, verso i tifosi per ricevere gli applausi con il trofeo tra le mani.
Una volta rientrato nel gruppo per festeggiare la vittoria, Oulai ha ricevuto anche uno scherzoso scappellotto da David De Gea. Un gesto affettuoso da parte del capitano, quasi un riconoscimento per un ragazzo che, in pochi giorni, è già riuscito a farsi apprezzare da tutti. Il paragone con Kanté è certamente impegnativo, ma la Fiorentina sembra aver trovato un centrocampista sul quale costruire una parte importante del proprio futuro.
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