Nel Chiostro di Santa Croce a Firenze oltre 100 persone in difficoltà a pranzo con l'arcivescovo Gherardo Gambelli. L'iniziativa, organizzata insieme dalla Caritas, dalla Comunità francescana e dall'Opera di Santa Croce, si è svolta al termine della Festa dell'Esaltazione della Santa Croce e l'appuntamento ha coinvolto la Comunità dei Frati minori conventuali, l'Opera di Santa Croce, la Caritas e l'intera comunità fiorentina.
La festa è stata preceduta dal Triduo dell'11, 12 e 13 settembre, vissuto attraverso la preghiera e le celebrazioni. "Siamo davvero contenti di celebrare insieme, oggi, la festa dell'Esaltazione della Croce del Signore e di viverla insieme a tutti i nostri ospiti, con i quali avremo poi il piacere di condividere anche il pranzo", ha detto questa mattina padre Franco Buonamano, rettore della Basilica, aprendo la solenne celebrazione eucaristica, presieduta dall'arcivescovo di Firenze.
"La civiltà dell'amore nasce dalla cura dei più fragili", ha sottolineato Gambelli. "Celebrare questa festa - ha proseguito - significa anche ringraziare tutti coloro che, rispondendo a questa chiamata del Signore, accogliendo il suo amore e questo perdono, diventano capaci di piegarsi sulle persone più bisognose".
Nel ricordo degli 800 anni dalla morte di san Francesco, monsignor Gambelli ha indicato nel Santo di Assisi un testimone della pace e della fraternità. Paolo Santagata, responsabile dell'area immigrazione della Fondazione Caritas di Firenze, ha sottolineato l'importanza della celebrazione, che negli anni è diventata un appuntamento importante anche per gli ospiti accolti dalla Caritas.
Padre Buonamano ha evidenziato che: "Santa Croce vuole essere una casa aperta, come lo è sempre stata, fin dall'arrivo dei primi frati proprio in questi luoghi oltre 800 anni fa, dove la preghiera diventa prossimità e dove nessuno si senta invisibile o escluso".
La festa è stata preceduta dal Triduo dell'11, 12 e 13 settembre, vissuto attraverso la preghiera e le celebrazioni. "Siamo davvero contenti di celebrare insieme, oggi, la festa dell'Esaltazione della Croce del Signore e di viverla insieme a tutti i nostri ospiti, con i quali avremo poi il piacere di condividere anche il pranzo", ha detto questa mattina padre Franco Buonamano, rettore della Basilica, aprendo la solenne celebrazione eucaristica, presieduta dall'arcivescovo di Firenze.
"La civiltà dell'amore nasce dalla cura dei più fragili", ha sottolineato Gambelli. "Celebrare questa festa - ha proseguito - significa anche ringraziare tutti coloro che, rispondendo a questa chiamata del Signore, accogliendo il suo amore e questo perdono, diventano capaci di piegarsi sulle persone più bisognose".
Nel ricordo degli 800 anni dalla morte di san Francesco, monsignor Gambelli ha indicato nel Santo di Assisi un testimone della pace e della fraternità. Paolo Santagata, responsabile dell'area immigrazione della Fondazione Caritas di Firenze, ha sottolineato l'importanza della celebrazione, che negli anni è diventata un appuntamento importante anche per gli ospiti accolti dalla Caritas.
Padre Buonamano ha evidenziato che: "Santa Croce vuole essere una casa aperta, come lo è sempre stata, fin dall'arrivo dei primi frati proprio in questi luoghi oltre 800 anni fa, dove la preghiera diventa prossimità e dove nessuno si senta invisibile o escluso".
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