Gino Cecchettin, presidente della fondazione intitolata alla figlia Giulia, ha presentato a Firenze il progetto 'Educare all'uguaglianza di genere, fin dall'infanzia' 

Contrastare la violenza di genere partendo dall'educazione, formando gli insegnanti e fornendo loro strumenti per riconoscere e decostruire stereotipi e disuguaglianze fin dall'infanzia: al via in Toscana il progetto nazionale 'Educare all'uguaglianza di genere, fin dall'infanzia', promosso dall'Università di Firenze e dalla Fondazione Giulia Cecchettin Ets, al quale ha aderito la Regione Toscana. Per il progetto, realizzato in base a un protocollo firmato da Fondazione e Ministero, sono previsti almeno 200 questionari, somministrati in entrata e in uscita dal percorso, oltre a focus group e interviste che coinvolgeranno indicativamente 80 insegnanti.   

 Una parte della ricerca entrerà inoltre nelle classi: alcuni docenti, su base volontaria, realizzeranno attività didattiche per far emergere gli stereotipi di genere interiorizzati da bambine e bambini e osservare eventuali cambiamenti nelle loro rappresentazioni e nel loro immaginario. Dei 44mila euro stanziati dalla Regione, circa 40mila saranno utilizzati per due borse di studio dedicate alle attività di ricerca e circa 4mila per la diffusione dei risultati attraverso iniziative e pubblicazioni.  

  "La scuola è il primo luogo in cui le persone si formano, imparano a stare in relazione con gli altri e sviluppano il proprio modo di pensare", ha affermato Gino Cecchettin, presidente della Fondazione, secondo cui è "fondamentale che la prevenzione della violenza di genere parta da qui". Per Cristina Manetti, assessora regionale alle pari opportunità, "gli insegnanti hanno un ruolo decisivo e devono poter contare su strumenti e formazione adeguati. L'adesione della Regione Toscana a questo progetto nasce proprio dalla volontà di investire sulla prevenzione, mettendo insieme scuola, ricerca e formazione per contribuire a un cambiamento culturale profondo e duraturo". 

"Per combattere la violenza serve agire fin dall'infanzia perché la violenza non è un fenomeno che scatta di colpo, è un qualcosa che si costruisce nel tempo con gli stereotipi che ci sono all'interno della nostra cultura, con tutte quelle modalità di vita che acquisiamo e che in qualche modo ci riconducono ad una società dove l'uomo prevarica sulla donna". Lo ha detto Gino Cecchettin, presidente della fondazione intitolata alla figlia Giulia, presentando a Firenze il progetto 'Educare all'uguaglianza di genere, fin dall'infanzia'.  

  "Occorre fornire strumenti concreti - ha affermato - per riconoscere e decostruire gli stereotipi di genere, così radicati nella nostra cultura, e alimentare relazioni fondate sul rispetto, sull'empatia e sulla parità. Dobbiamo renderci conto che la violenza ha una causa: non esplode all'improvviso, ma si genera da modelli di relazione basati sul dominio e sul controllo, che vanno necessariamente cambiati. Investire nella formazione fa rima con prevenzione: significa agire prima, affinché nessun'altra famiglia debba conoscere il dolore della perdita".  

  Per Cecchettin "educare i ragazzi a gestire le emozioni è fondamentale perché le emozioni regolano quasi tutte le nostre attività quotidiane; e soprattutto educarli al rispetto delle persone e noi pensiamo sia d'obbligo farlo fin dal dei primi anni di età. Negli Stati dove questo viene fatto risultati si stanno già avendo, quindi ci conforta: noi continueremo a portare avanti questo punto di vista". 
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