Da quasi vent’anni Giancarlo Antolini apre e chiude ogni giorno il parco del Saletto, all’Isolotto, compresi Natale, Capodanno e Ferragosto. Decise di occuparsene quando il giardino, rimasto senza un referente, era diventato teatro di confusione notturna, motorini e falò. «È uno spazio importante per il quartiere e per me è un modo concreto di aiutare la comunità», racconta.
Negli anni ha dovuto affrontare diversi problemi, dalle urla notturne allo spaccio e alla prostituzione. Oggi la situazione è migliorata dopo l’allontanamento di una gang che utilizzava il parco come rifugio, ma restano numerose criticità: pavimentazione da sistemare, giochi vecchi, una trentina di alberi rimossi e mai ripiantati e una barriera architettonica all’ingresso. Antolini chiede inoltre maggiori controlli contro chi scavalca i cancelli durante la notte.
Il volontario lamenta una collaborazione insufficiente: durante i suoi dieci giorni di ferie, nonostante avesse chiesto al Quartiere di sostituirlo, il giardino sarebbe rimasto aperto ogni notte. «Sono ancora disponibile a fare la mia parte, ma non è giusto che la responsabilità di un luogo appartenente a tutti ricada sempre sulle stesse persone». Da qui l’appello a cittadini e istituzioni per una gestione realmente condivisa del parco. Lo scrive la Nazione.
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