Per conoscere e ridurre il rischio sismico sul territorio la Regione Toscana ha approvato un bando destinato ad attivare una nuova ricognizione rivolta ai Comuni toscani per il finanziamento degli studi di microzonazione sismica che servono ad individuare e riconoscere, in una scala di rappresentazione sufficientemente grande, le condizioni geologiche, geomorfologiche e geotecniche locali dell'immediato sottosuolo.
Questi studi, si ricorda, consentono di conoscere come il territorio può reagire in caso di terremoto e rappresentano una base indispensabile sia per la pianificazione urbanistica comunale, sia per la successiva progettazione degli edifici. Il bando è rivolto ai Comuni individuati nell'elenco previsto dal decreto del dipartimento della Protezione civile n.1149/2026: le domande potranno essere presentate dal 17 settembre al 17 ottobre. Per facilitare i Comuni nella partecipazione all'iniziativa e fornire tutte le informazioni necessarie il settore sismica della Regione organizzerà un webinar il 22 settembre alle 10.
Sono previste specifiche premialità e priorità per i Comuni che hanno già avviato il procedimento per l'aggiornamento dello strumento urbanistico vigente e per quelli appartenenti alla cosiddetta 'Toscana diffusa', prevista dalla legge regionale 11/2025. Per i Comuni ammissibili è previsto, in via generale, un cofinanziamento pari al 25% del costo degli studi, salvo i casi specificamente individuati dal bando nei quali non è richiesto il cofinanziamento comunale.
Quello della Toscana, ricorda la Regione, "è un lavoro che prosegue da anni e che ha già prodotto una mappatura particolarmente estesa del territorio regionale. Complessivamente sono stati attivati oltre 6 milioni di euro, di cui più di 4 milioni provenienti da risorse nazionali, per finanziare 342 studi di microzonazione sismica, circa 80 dei quali di livello avanzato".
L'obiettivo della nuova ricognizione, spiega l'assessore regionale all'ambiente David Barontini, "è proseguire il lavoro di mappatura della pericolosità sismica locale, mettendo a disposizione dei Comuni strumenti conoscitivi fondamentali per programmare in modo più sicuro lo sviluppo del territorio e orientare le future scelte urbanistiche ed edilizie. Questa ricognizione conferma la nostra volontà di investire sulla prevenzione".
Questi studi, si ricorda, consentono di conoscere come il territorio può reagire in caso di terremoto e rappresentano una base indispensabile sia per la pianificazione urbanistica comunale, sia per la successiva progettazione degli edifici. Il bando è rivolto ai Comuni individuati nell'elenco previsto dal decreto del dipartimento della Protezione civile n.1149/2026: le domande potranno essere presentate dal 17 settembre al 17 ottobre. Per facilitare i Comuni nella partecipazione all'iniziativa e fornire tutte le informazioni necessarie il settore sismica della Regione organizzerà un webinar il 22 settembre alle 10.
Sono previste specifiche premialità e priorità per i Comuni che hanno già avviato il procedimento per l'aggiornamento dello strumento urbanistico vigente e per quelli appartenenti alla cosiddetta 'Toscana diffusa', prevista dalla legge regionale 11/2025. Per i Comuni ammissibili è previsto, in via generale, un cofinanziamento pari al 25% del costo degli studi, salvo i casi specificamente individuati dal bando nei quali non è richiesto il cofinanziamento comunale.
Quello della Toscana, ricorda la Regione, "è un lavoro che prosegue da anni e che ha già prodotto una mappatura particolarmente estesa del territorio regionale. Complessivamente sono stati attivati oltre 6 milioni di euro, di cui più di 4 milioni provenienti da risorse nazionali, per finanziare 342 studi di microzonazione sismica, circa 80 dei quali di livello avanzato".
L'obiettivo della nuova ricognizione, spiega l'assessore regionale all'ambiente David Barontini, "è proseguire il lavoro di mappatura della pericolosità sismica locale, mettendo a disposizione dei Comuni strumenti conoscitivi fondamentali per programmare in modo più sicuro lo sviluppo del territorio e orientare le future scelte urbanistiche ed edilizie. Questa ricognizione conferma la nostra volontà di investire sulla prevenzione".
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