L’iniziativa è partita dal presidente del consiglio comunale Antonio Montelatici

La giornata odierna si apre nel segno di una profonda commozione, ma anche di una ferma e rinnovata determinazione civile.

Con il rispettoso minuto di silenzio osservato in memoria di Lorena Isceri, strappata alla vita dalla violenza cieca del suo ex compagno, la comunità campigiana intera si stringe attorno al dolore della famiglia e ribadisce il proprio fermo "No" a ogni forma di femminicidio e violenza di genere.

Non si tratta solo di un momento di cordoglio, ma di un monito assoluto a non abbassare mai la guardia nella difesa dell'incolumità e della dignità femminile.

In questa stessa giornata, il pensiero e la gratitudine vanno a Emma Bonino, leader combattiva, appassionata e coerente, che ha dedicato l’intera esistenza alle storiche battaglie per l’autodeterminazione, i diritti civili e l’emancipazione delle donne.

Il suo esempio di politica coraggiosa resta un faro luminoso per chiunque creda in un mondo più libero - più equo - più giusto.

Il destino lega questo giorno a un’altra importante ricorrenza: esattamente vent'anni fa, il 15 settembre del 2006, si spegneva nella sua Firenze Oriana Fallaci.

Staffetta partigiana, scrittrice, giornalista, intellettuale e prima donna italiana inviata speciale nei teatri di guerra internazionali, la Fallaci ha fatto del coraggio, del non chinare la testa ad ogni forma di potere e dell'indipendenza la sua ragione di vita, combattendo battaglie culturali e giornalistiche che hanno segnato la storia del nostro Paese e lasciato un'impronta indelebile nella memoria collettiva.

Tre storie diverse, tre simboli che oggi si sovrappongono per ricordarci l'importanza di non cedere il passo.

Dalla sofferenza per la tragedia di Lorena, fino all'eredità politica di Emma e alla forza d'urto del pensiero di Oriana, l'impegno comune non si ferma:

continuare a operare ogni giorno, affinché i diritti conquistati vengano protetti e le nuove generazioni di donne possano vivere libere dalla paura e padrone della propria vita e del proprio futuro.

Concludo urlando con forza: Mai Più una di Meno

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