"Non serve incentivare ulteriormente" l'agrivoltaico ed è "necessario arginare la speculazione". E' quanto ha ribadito oggi la coalizione Tess di fronte alle commissioni sviluppo economico e territorio e ambiente del Consiglio regionale della Toscana, nel corso delle audizioni sui pdl 35 e 40, aree idonee e semplificazioni per gli impianti Fer. Proposte di legge sulle quali hanno presentato in tutto 96 emendamenti, rispettivamente 86 e 10, illustrati dal professore Massimo Rovai dell'Università di Pisa.
L'obiettivo, viene spiegato, "è arginare la speculazione dove più si concentra, pianure soleggiate e crinali appenninici, e incentivare piccoli impianti, anche più costosi, ma che significano lavoro locale, da realizzare nelle aree idonee assolute e in quelle già impermeabilizzate". La coalizione ambientalista parla di "una vera e propria colonizzazione del territorio da parte di multinazionali e fondi finanziari, attratti da profitti certi e a lunga durata che raggiungono il 9% annuo". Nel mirino la proliferazione dell'eolico sui crinali e l'agrivoltaico, che "è un escamotage per installare pannelli fotovoltaici su suolo agricolo. Nella sola provincia di Grosseto abbiamo censito oltre 150 generatori eolici di grandi dimensioni in progetto. Molti vengono presentati per ottenere autorizzazioni da vendere anche in zone dove il vento non c'è" e le aziende agricole, "in difficoltà per i prezzi imposti dalla grande distribuzione e per i rischi climatici, alienano i terreni a 50-60.000 euro per ettaro contro un valore agricolo di 12-15.000".
Tra le richieste che arrivano da Tess al Consiglio della Toscana: contenere eolico e agrivoltaico a scala industriale, sopra i 2-3 ettari, "poiché sono impianti di forte impatto sulla qualità della vita dei residenti e sulla vera agricoltura. non possono essere sparsi ovunque senza pianificazione e senza il consenso delle comunità", quindi obbligare l'uso di superfici già artificializzate come parcheggi, o aree dismesse e infine un equilibrio tra reddito agricolo e reddito energetico. "Oggi il secondo è oltre 100-120 volte il primo. Dovrebbe esserci un limite massimo di 1-2 ettari di fotovoltaico ogni 99 ettari di vera agricoltura".
L'obiettivo, viene spiegato, "è arginare la speculazione dove più si concentra, pianure soleggiate e crinali appenninici, e incentivare piccoli impianti, anche più costosi, ma che significano lavoro locale, da realizzare nelle aree idonee assolute e in quelle già impermeabilizzate". La coalizione ambientalista parla di "una vera e propria colonizzazione del territorio da parte di multinazionali e fondi finanziari, attratti da profitti certi e a lunga durata che raggiungono il 9% annuo". Nel mirino la proliferazione dell'eolico sui crinali e l'agrivoltaico, che "è un escamotage per installare pannelli fotovoltaici su suolo agricolo. Nella sola provincia di Grosseto abbiamo censito oltre 150 generatori eolici di grandi dimensioni in progetto. Molti vengono presentati per ottenere autorizzazioni da vendere anche in zone dove il vento non c'è" e le aziende agricole, "in difficoltà per i prezzi imposti dalla grande distribuzione e per i rischi climatici, alienano i terreni a 50-60.000 euro per ettaro contro un valore agricolo di 12-15.000".
Tra le richieste che arrivano da Tess al Consiglio della Toscana: contenere eolico e agrivoltaico a scala industriale, sopra i 2-3 ettari, "poiché sono impianti di forte impatto sulla qualità della vita dei residenti e sulla vera agricoltura. non possono essere sparsi ovunque senza pianificazione e senza il consenso delle comunità", quindi obbligare l'uso di superfici già artificializzate come parcheggi, o aree dismesse e infine un equilibrio tra reddito agricolo e reddito energetico. "Oggi il secondo è oltre 100-120 volte il primo. Dovrebbe esserci un limite massimo di 1-2 ettari di fotovoltaico ogni 99 ettari di vera agricoltura".
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