I ladri hanno sfondato un muro per entrare nell’appartamento in piazza Duomo. Bottino stimato in circa 30mila euro

La porta blindata divelta, un muro sfondato e le stanze completamente messe a soqquadro. È lo scenario trovato nell’appartamento di piazza del Duomo in cui vive il cardinale Ernest Simoni, ultimo testimone della persecuzione del clero albanese e condannato dal regime comunista a 28 anni di carcere e lavori forzati.

Il furto è avvenuto probabilmente nel pomeriggio di lunedì, quando nell’abitazione non si trovava nessuno. I ladri hanno portato via oggetti per un valore stimato intorno ai 30mila euro, tra i quali alcune medaglie e riconoscimenti assegnati al cardinale, il Fiorino d’oro del Comune di Firenze e un calice d’oro utilizzato per celebrare la messa. Sottratti anche monili, orologi di valore contenuto e una piccola somma di denaro.

L’immobile, di proprietà dell’Opera del Duomo e riservato ai canonici, è utilizzato da Simoni in quanto canonico onorario. Il cardinale vive nell’appartamento con il nipote Antonio e sua moglie. «Siamo usciti intorno alle 13 e siamo rientrati verso le 23. Evidentemente chi è entrato conosceva i nostri orari e sapeva che non ci sarebbe stato nessuno», racconta il nipote.

Al momento del colpo Simoni si trovava al castello di Balmoral per un’udienza privata con re Carlo d’Inghilterra, che aveva espresso il desiderio di conoscerlo. Informato dell’accaduto, il cardinale si è inizialmente mostrato turbato, per poi tranquillizzarsi sapendo che i ladri non avevano toccato le statue religiose conservate nella sua camera. Sul furto indagano i carabinieri. Lo scrive la Nazione. 

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