La Procura di Monza ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sull’ex arbitro ed ex designatore Gianluca Rocchi relativa alle presunte interferenze nella sala Var di Lissone durante alcune partite del 2024 e del 2025. Secondo i magistrati, non sono emerse condotte fraudolente né la volontà di alterare i risultati. La stessa richiesta riguarda gli ex varisti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo e l’ex supervisore Andrea Gervasoni.
Tra le gare esaminate figurano Inter-Verona del 6 gennaio 2024, nella quale non fu raccomandata una revisione in campo dopo una gomitata di Bastoni a un avversario, e Udinese-Parma del 1° marzo 2025, quando Rocchi segnalò dalla stanza adiacente un episodio all’addetto Var Paterna.
Il procuratore capo Claudio Gittardi evidenzia la presenza di criticità organizzative e istituzionali nel settore arbitrale, tra tensioni interne, problemi di governance e rapporti tra organi arbitrali, Federazione e società. Questi aspetti potrebbero però assumere rilevanza soltanto in sede disciplinare, regolamentare o politico-sportiva e non sarebbero sufficienti a sostenere un’accusa penale per frode sportiva. Gli atti sono già stati trasmessi dalla Procura di Milano alla giustizia sportiva.
«La Procura ha aderito alla nostra impostazione difensiva», commenta l’avvocato di Rocchi, Nino D’Avirro. «Altro che frode sportiva: con il suo intervento Rocchi ha impedito che si verificasse un’ingiustizia, correggendo un errore». Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies













