La deputata di Forza Italia difende il provvedimento sugli studenti stranieri e propone Prato come laboratorio per l'applicazione sperimentale

"Anziché contribuire a risolvere i problemi strutturali del territorio, il sindaco Matteo Biffoni si lancia nell'ennesima crociata, allarmistica e infondata, contro il governo sulla questione degli studenti stranieri che non parlano italiano nelle classi, già previsto con il tetto del 30% in una circolare del Ministro Gelmini del 2010. Anzi, a partire da quella prima circolare, è opportuno avviare un censimento delle scuole a maggior presenza di stranieri, così da intervenire meglio". 

Lo dichiara in una nota l'On. Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia.

"Questo provvedimento del governo Meloni – spiega la parlamentare pratese – deve essere ancora proposto e votato in Cdm; pertanto, il suo iter legislativo non è ancora iniziato e sono certa che verrà opportunamente integrato e migliorato, raccogliendo i suggerimenti di chi opera quotidianamente nel settore scolastico. Il punto centrale non deve essere la propaganda politica per coprire l'inazione amministrativa, ma l'impatto reale sulle nostre comunità, in particolare sulla nostra città che da decenni è terra di insediamento per oltre cento nazionalità diverse e che da tempo solleva un problema sempre ignorato dalla sinistra a tutti i livelli".

"A Prato – prosegue Mazzetti – esiste un tema evidente di integrazione e di crescente ghettizzazione che non si può continuare a ignorare. Non è accettabile che si creino plessi o classi con la totale assenza di bambini italiani, come sta già succedendo. La scuola deve rimanere il primo luogo di integrazione e di coesione sociale ed è doveroso intervenire, anche con strumenti flessibili e modulati sulle singole realtà locali".

"Per questo – aggiunge – sarebbe auspicabile che Prato diventasse un vero e proprio laboratorio per l'applicazione sperimentale di questo provvedimento, instaurando una sinergia collaborativa tra l'amministrazione locale e Roma, anziché un muro contro muro ideologico che non porta da nessuna parte".

"Quello che la sinistra non accetta – conclude Mazzetti – è che il centrodestra stia provando a risolvere problemi concreti delle famiglie, dalle tasse come il bollo auto alla qualità della scuola, mentre loro sanno proporre solo battaglie ideologiche. Ricordo infine che indicazioni di questo tipo erano già presenti nelle circolari ministeriali da oltre un decennio. A maggior ragione oggi serve un provvedimento più organico. L'allarmismo di Biffoni arriva dunque non solo male, ma fuori tempo massimo".
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