La Toscana si prepara a consentire, nei casi clinicamente appropriati, l’assunzione a domicilio del misoprostolo, la seconda pillola utilizzata per l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico. Il primo farmaco continuerà a essere somministrato in una struttura sanitaria. La Regione precisa che l’aggiornamento del protocollo è quasi concluso: la nuova possibilità non è ancora operativa.
L’assunzione a casa avverrà su richiesta della donna e dopo una valutazione medica. Secondo Valeria Dubini, ginecologa e componente della commissione tecnico scientifica che ha lavorato al protocollo, saranno considerati anche elementi pratici, come la presenza di una persona accanto alla donna e la possibilità di raggiungere una struttura sanitaria in caso di necessità. È previsto un riferimento telefonico e un controllo successivo.
La Regione intende garantire una presa in carico continuativa, dall’informazione iniziale fino alla verifica conclusiva, e uniformare la modulistica sul territorio. «Garantire l’effettiva applicazione della legge 194 significa assicurare alle donne non solo un diritto riconosciuto dall’ordinamento, ma anche servizi accessibili, appropriati, uniformi sul territorio e clinicamente sicuri», afferma l’assessora regionale alla Sanità Monia Monni.
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