Il dibattito sul limite alla presenza di alunni con cittadinanza non italiana nelle classi, secondo Michele Arena, rischia di lasciare in secondo piano un problema più profondo: le opportunità degli studenti dipendono anche dalle condizioni economiche e culturali delle famiglie. L’educatore fiorentino, che lavora con ragazzi esposti alla marginalizzazione, parla di «tetti invisibili» già presenti tra scuole e quartieri socialmente diversi.
Arena sostiene che la scuola abbia bisogno soprattutto di più risorse, insegnanti, edifici adeguati e trasporti nelle periferie. Contesta l’idea di trattare gli alunni che stanno imparando l’italiano come un ostacolo per i compagni e propone di favorire l’incontro tra studenti con percorsi differenti. A suo giudizio, concentrarsi soltanto sull’origine nazionale può nascondere il peso della condizione sociale sulle difficoltà scolastiche.
È una questione che riguarda anche il benessere dei giovani: la scuola è uno degli ambienti in cui crescono e costruiscono relazioni, mentre gli svantaggi sociali possono incidere sulle opportunità e sulla salute lungo la vita. L’Istituto superiore di sanità considera infatti il contesto scolastico e sociale tra i fattori da studiare per promuovere la salute degli adolescenti. La prospettiva sanitaria amplia così la domanda posta da Arena: quali condizioni permettono a ogni ragazzo di stare bene e di avere una reale possibilità di riuscire. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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