I problemi causati dal caldo nei musei fiorentini, dai guasti all’aria condizionata alle temperature elevate nelle sale, mostrano secondo Pier Luigi Sacco, professore di Economia biocomportamentale all’Università di Chieti-Pescara, la necessità di cambiare il modo in cui questi luoghi accolgono i visitatori. Gli edifici storici affollati sono sempre più difficili da gestire con temperature elevate.
Per Sacco, i musei dovrebbero ridurre la dipendenza dai grandi flussi e offrire più occasioni di approfondimento e confronto tra le persone. Le tecnologie immersive possono arricchire la visita, senza sostituire l’incontro diretto con le opere. Ripensare gli spazi, sostiene, renderebbe anche più vivibile l’esperienza durante i mesi caldi.
La stessa riflessione riguarda i centri storici: conservazione e adattamento climatico devono essere valutati insieme, distinguendo i luoghi dal valore storico irrinunciabile da quelli dove sono possibili interventi. Sacco cita la depavimentazione, le coperture ombreggianti e materiali che assorbano meno calore, da inserire in un piano complessivo. Il caldo, aggiunge, cambierà anche gli orari di lavoro e le abitudini con cui si vive la città. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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