Dal 2019 Firenze ha perso 1.203 negozi di prossimità, con una diminuzione del 17,7% e una ricchezza sottratta al territorio stimata da Confesercenti in 180 milioni di euro. Nei 41 comuni della Città metropolitana gli esercizi scomparsi sono 2.190, pari al 16,4%: entrambe le percentuali superano la media nazionale del 13,4%. In forte calo anche i bar, diminuiti del 18,5% nel capoluogo e del 19,7% nel resto del territorio metropolitano.
La sindaca Sara Funaro ha firmato la proposta di legge di iniziativa popolare di Confesercenti per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, che ha già superato le 50mila firme necessarie alla presentazione. «Firmo convintamente questa legge», ha dichiarato, ricordando l’impegno di Firenze nella tutela delle attività di vicinato e del commercio storico.
Il presidente nazionale di Confesercenti, Nico Gronchi, ha denunciato una desertificazione commerciale che dalle periferie e dai piccoli comuni si sta estendendo ai centri cittadini. In Italia, tra il 2019 e il 2025, il saldo fra aperture e cessazioni è negativo per 135.528 negozi e bar, mentre 1.100 comuni sono rimasti senza un esercizio alimentare. L’associazione chiede strumenti per invertire questa tendenza, aggravata dallo spostamento dei consumi verso l’e-commerce. Lo scrive la Nazione.
La sindaca Sara Funaro ha firmato la proposta di legge di iniziativa popolare di Confesercenti per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, che ha già superato le 50mila firme necessarie alla presentazione. «Firmo convintamente questa legge», ha dichiarato, ricordando l’impegno di Firenze nella tutela delle attività di vicinato e del commercio storico.
Il presidente nazionale di Confesercenti, Nico Gronchi, ha denunciato una desertificazione commerciale che dalle periferie e dai piccoli comuni si sta estendendo ai centri cittadini. In Italia, tra il 2019 e il 2025, il saldo fra aperture e cessazioni è negativo per 135.528 negozi e bar, mentre 1.100 comuni sono rimasti senza un esercizio alimentare. L’associazione chiede strumenti per invertire questa tendenza, aggravata dallo spostamento dei consumi verso l’e-commerce. Lo scrive la Nazione.
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