L'allenatore viola studia un nuovo modulo

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Una squadra riconoscibile, con la possibilità di cambiare volto anche durante la partita. È la Fiorentina che Paolo Vanoli sta costruendo al Viola Park, sfruttando la sosta per scegliere una formazione di riferimento a cui affidare le prossime sei gare. Il punto di partenza resta il 4-2-3-1, ma all'interno di questo sistema c'è una risorsa che può fare la differenza: la duttilità. Sono almeno dieci, infatti, i giocatori viola capaci di ricoprire più ruoli.

Per Vanoli è un vantaggio importante, soprattutto adesso che può lavorare più a fondo sui propri principi. Gli otto calciatori impegnati con le nazionali complicano le prove, ma la direzione è chiara: dare continuità alla squadra, intervenendo di volta in volta in base agli avversari e alle esigenze delle partite.

Davanti a De Gea, Jimenez parte in vantaggio sulla destra rispetto a Joao Mario e Dodô. Al centro, Dragusin e Ranieri sono i riferimenti, con Pongracic pronto a contendere loro il posto. A sinistra, invece, la scelta può modificare l'atteggiamento dell'intera linea: Valdepeñas offre una soluzione più propositiva, mentre Viery garantisce un assetto più prudente, come quello visto contro il Napoli.

Proprio Viery è uno degli uomini che allargano le possibilità del tecnico: nasce centrale, ma può occupare anche la corsia mancina. Jimenez e Joao Mario, invece, possono spostarsi dalla destra alla sinistra, con l'ex Milan utilizzabile anche in una posizione più avanzata.

Il centrocampo è il reparto in cui questa elasticità emerge con maggiore evidenza. Fagioli e Ndour restano la coppia di riferimento, anche se entrambi sono lontani da Firenze per gli impegni in nazionale. Il primo dirige il gioco con Vanoli e interpreta il ruolo di mezzala con Mancini. Il secondo può muoversi su entrambi i lati del centrocampo.

Poi c'è Oulai, da inserire gradualmente ma con qualità che gli permettono di giocare sia in regia sia da mezzala. Una possibilità preziosa anche per un eventuale passaggio al 4-3-3. Nel frattempo, al Viola Park, Vanoli sta dando continuità a Brescianini e sta provando Atta più arretrato: il francese può infatti agire in mezzo al campo oppure sulla trequarti, come elemento di collegamento con l'attacco.

Davanti, la base è quella con Mastantuono a destra, Njie a sinistra e Atta alle spalle di Pellegrino. Anche qui, però, le alternative permettono di cambiare. Gnonto può giocare su entrambe le fasce e per Vanoli è una pedina importante per l'equilibrio, grazie alla capacità di ripiegare e assicurare copertura. Njie può spostarsi a destra, come ha già fatto in Coppa Italia contro il Pisa.

Gonçalves aggiunge altre soluzioni: esterno sinistro, trequartista e, all'occorrenza, centrocampista. Il portoghese si sente un numero dieci, ma anche un numero otto. Beto, infine, tiene aperta la concorrenza con Pellegrino al centro dell'attacco.

La sfida di Vanoli sarà dare un ordine a tutte queste possibilità. Scegliere undici riferimenti, costruire intese e automatismi, poi sfruttare le caratteristiche dei singoli per adattarsi alle partite. La trasferta contro il Genoa sarà il primo banco di prova della Fiorentina che sta prendendo forma durante la sosta.

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