L’argentino parte con un piccolo vantaggio, ma il rientro dell'ex Everton può riaprire la concorrenza

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La sosta per le nazionali rappresenta per la Fiorentina un momento utile per ricaricare le energie, ma anche per mettere a fuoco alcuni aspetti sui quali Paolo Vanoli dovrà lavorare in vista della ripresa del campionato. Tra questi c’è sicuramente la gestione del reparto offensivo e, soprattutto, la scelta del centravanti titolare.

La concorrenza è quella tra Mateo Pellegrino e Beto, due attaccanti che hanno caratteristiche piuttosto diverse e che proprio per questo possono offrire soluzioni differenti all’allenatore viola.

In questo momento, Pellegrino parte con un piccolo vantaggio. L’argentino ha sfruttato la pausa per lavorare al Viola Park, mentre Beto è stato impegnato con la Guinea-Bissau nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa 2027. Una parentesi internazionale positiva per la sua nazionale, capace di ottenere due vittorie contro Tanzania e Nigeria. Beto è partito titolare in entrambe le partite: nella prima ha fornito l’assist per il gol di Franculino con una giocata spalle alla porta, mentre contro la Nigeria non è riuscito a concretizzare due occasioni importanti.

Al di là dei risultati con la nazionale, per Beto questi giorni rappresentano anche un'occasione per ritrovare la condizione migliore. Arrivato a Firenze nelle ultime ore del mercato, l'attaccante ha avuto finora poco tempo per lavorare insieme a Vanoli e per assimilare le richieste del nuovo allenatore. Il rientro al Viola Park gli permetterà di avere finalmente una decina di giorni di lavoro insieme al gruppo prima della trasferta di Genova.

Dall'altra parte c'è un Pellegrino che ha già lasciato il segno. Tre gol complessivi in sei presenze tra campionato e Coppa Italia, con le reti contro Torino, Venezia e Pisa. Un dato particolarmente interessante riguarda il modo in cui sono arrivati questi gol: nessuno di questi è stato segnato di testa, nonostante il gioco aereo sia una delle qualità più importanti del centravanti argentino.

Pellegrino, infatti, sembra offrire qualcosa in più nella costruzione dell'azione. Sa giocare spalle alla porta, proteggere il pallone, fare da riferimento per i compagni e creare spazi. Beto, invece, è un attaccante più verticale, maggiormente orientato ad attaccare la profondità e a muoversi dentro l'area di rigore. Due profili diversi, dunque, che possono anche essere complementari.

E proprio questa complementarità potrebbe diventare una risorsa per Vanoli. Pellegrino lo ha spiegato chiaramente parlando della concorrenza con l'ex Udinese: entrambi, secondo l'argentino, hanno bisogno l'uno dell'altro per migliorare.

Il prossimo ciclo di partite sarà quindi importante anche sotto questo aspetto. Genoa, Como, Inter e Atalanta metteranno alla prova una Fiorentina chiamata a crescere dal punto di vista offensivo, non soltanto aumentando il numero dei gol, ma anche delle conclusioni, delle occasioni create e della presenza nell'area avversaria.

La sfida tra Pellegrino e Beto è appena cominciata. Oggi l'argentino sembra avere qualche metro di vantaggio, ma l'ex Everton avrà a disposizione i prossimi giorni per recuperare terreno. Per Vanoli sarà una concorrenza preziosa: scegliere il centravanti giusto, partita dopo partita, potrebbe essere uno degli elementi decisivi per dare maggiore incisività all'attacco viola.

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