L’agricoltura toscana attende le piogge autunnali, Cia e Coldiretti chiedono risposte alla crisi climatica

Gli effetti del cambiamento climatico sulle coltivazioni toscane rischiano di ripercuotersi anche sui mercati di Firenze, con una minore disponibilità di prodotti. Cavoli, broccoli e radicchi faticano ad attecchire nei terreni caldi e aridi e richiedono irrigazione in attesa delle piogge. Uva e olive maturano prima, mentre le mele rallentano la crescita per il caldo eccessivo.
Valentino Berni, presidente di Cia Toscana, denuncia costi crescenti e rinunce ad alcune colture, come mais e girasole. Gli agricoltori adottano nuove protezioni contro il calore, mentre Cia e Coldiretti puntano sulle tecniche di evoluzione assistita per ottenere piante più resistenti. Restano però i rischi degli eventi estremi, dalla grandine alla distruzione degli impianti.
Centrale è la disponibilità d’acqua: «Più che di soccorso ormai è irrigazione perpetua», afferma Berni, chiedendo un piano per garantirla agli agricoltori e contrastare il rischio di desertificazione, già presente in alcune zone della Toscana meridionale. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 
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