integrazione industriale a somma più che positiva, nella quale Mps manterrà la propria identità e capacità operativa

L'annuncio dell'offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa ha destato il timore di una perdita di centralità di Siena. Il timore è "infondato, perché l'Opas e le operazioni che ne potranno conseguire, in un'ottica strategica di rafforzamento del sistema bancario italiano, non determinano alcun ridimensionamento del Monte: al contrario, pongono le basi per farne il fulcro di un polo bancario di riferimento, con dimensioni significativamente superiori a quelle attuali". E' quanto sottolinea Intesa Sanpaolo nel comunicato diffuso dopo il consiglio d'amministrazione straordinario. La destinazione delle attività di Monte dei Paschi di Siena a esito del perfezionamento dell'offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo non risponde a una logica di "spezzatino/smembramento, ma consiste in due percorsi industriali paralleli e distinti, nei quali attività, competenze e reti vengono collocate nei contesti in cui possono esprimere maggiore scala, complementarità e potenziale di crescita". Da un lato, le attività di Mps destinate a rimanere nel gruppo Intesa Sanpaolo, insieme a Mediobanca, "contribuiranno a rafforzare e consolidare un gruppo di scala europea, fortemente radicato in Italia, dotato di dimensioni, competenze e capacità di investimento tali da competere con i principali operatori continentali". Dall'altro, la banca destinata a Unipol sarà contraddistinta dal marchio Mps, circa 635 filiali, le relative attività e passività, i sistemi operativi e IT, le strutture di governo e controllo e la maggior parte delle strutture centrali necessarie a operare come banca indipendente". Il risultato, come chiarito dai vertici del gruppo Unipol anche in recenti interviste con la stampa specializzata, sarebbe la "creazione del secondo polo bancario del Paese, con Mps chiamata a rappresentarne la componente centrale e distintiva e con Unipol quale azionista industriale italiano e stabile, a garanzia di una governance saldamente nazionale". Si tratta, in altri termini, di una "integrazione industriale a somma più che positiva, nella quale Mps manterrà la propria identità e capacità operativa e diventerà capofila del secondo operatore nazionale dotato di scala significativamente maggiore rispetto all'attuale, con fabbriche prodotto proprietarie", conclude Intesa.
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