Ad aprire la nuova programmazione due esposizioni realizzate nell'ambito del Progetto Riva con il contributo di Fondazione Cr Firenze

Due nuove mostre dedicate al rapporto tra arte, ambiente ed ecologia aprono la stagione 2026-2027 del Murate Art District, che nei prossimi mesi affiancherà alla programmazione espositiva un calendario di attività formative, progetti di welfare culturale, residenze e collaborazioni internazionali: il Mad è gestito da Fondazione Muse. Ad aprire la nuova programmazione due esposizioni realizzate nell'ambito del Progetto Riva con il contributo di Fondazione Cr Firenze: dal 4 novembre 2026 al 4 gennaio 2027 ci sarà spazio per 'Roberto Ghezzi. Arno. Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume', a cura della direttrice artistica del Mad, Valentina Gensini.
    
A 60 anni dall'alluvione del 1966, il progetto, è stato spiegato, "propone una nuova lettura del rapporto tra Firenze e l'Arno, assumendo il fiume non soltanto come soggetto della ricerca, ma come parte attiva dello stesso processo artistico. Al centro del lavoro di Roberto Ghezzi sono infatti le naturografie, opere generate dall'interazione tra acqua, fango e tessuti ecocompatibili collocati lungo le rive del fiume: superfici sulle quali è la natura stessa a lasciare tracce, segni e stratificazioni". Dal 10 dicembre 2026 al 31 gennaio 2027 è in programma poi 'Ciò che l'acqua racconta di Maria Iorio e Raphaël Cuomo', a cura di Elena Agudio e Valentina Gensini. La mostra "costruisce un ambiente sinestetico nel quale immagine, suono e spazio si intrecciano per dare forma a un'esperienza immersiva e relazionale, capace di coinvolgere il corpo del visitatore prima ancora dello sguardo".

    
Accanto alla stagione espositiva verrà dato spazio anche alla formazione e al welfare culturale: tra i più significativi prende forma il master in mediazione transculturale del patrimonio e del contemporaneo - percorsi per audience engagement inclusivo, realizzato da Fondazione Muse in collaborazione con l'Istituto per l'Arte e il Restauro-Palazzo Spinelli. Dal 12 novembre prenderà poi il via il corso di teatro. A potenziare il programma saranno le masterclass di formazione nelle arti della scena, dedicate alle pratiche performative inclusive e rivolte sia agli iscritti al Corso Coreutico sia a partecipanti esterni, educatori, caregiver e docenti. A livello internazionale è anche da segnalare il China Project 2026, che consolida il rapporto costruito negli anni con Zhong Art International attraverso un programma di scambi e residenze fra artisti italiani e cinesi.

"La nuova stagione di Mad è la dimostrazione della ricchezza e la forza di un progetto culturale che è ormai parte integrante dell'identità contemporanea di Firenze in un luogo simbolo che è presidio culturale aperto, dinamico e internazionale, capace di portare la città dentro il dibattito artistico del presente", ha commentato l'assessore alla cultura di Palazzo Vecchio Giovanni Bettarini.    

"L'esperienza di Mad rappresenta un metodo rigoroso e una modalità radicale di fare cultura, osservata in Università e Accademie che ci propongono come caso studio: non più la cultura del potere, dei prescritti circoli, dei gruppi di interesse; non la cultura dell'intrattenimento, vagamente aperta al sociale", ha spiegato Gensini.    

"Il sostegno di Fondazione Cr Firenze a Mad - ha dichiarato Barbara Tosti, responsabile del settore arte, attività e beni culturali della Fondazione Cr Firenze - nasce dalla volontà di rendere la cultura sempre più accessibile e capace di coinvolgere pubblici diversi. Contestualmente alla qualità della proposta artistica, crediamo infatti sia fondamentale creare occasioni concrete di partecipazione, con un'attenzione particolare alle persone che possono incontrare maggiori ostacoli nell'accesso alla fruizione culturale".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies