L’indagine Confcommercio fotografa paura e costi crescenti per la sicurezza delle attività

Il 56,5% degli operatori fiorentini teme di subire una spaccata, contro il 49,9% della media nazionale. Secondo l’indagine di Confcommercio e Format Research, il 38,9% dichiara di averne già subita almeno una e, tra questi, il 79,7% è stato colpito più volte. Il 72% conosce inoltre episodi ai danni di altri commercianti della zona. La preoccupazione riguarda anche le baby gang, indicate dal 54,8% degli imprenditori, e la malamovida, segnalata da quattro su dieci.

La paura comporta maggiori spese: il 57,7% delle imprese ha aumentato gli investimenti per proteggersi, con un costo aggiuntivo medio di 2.864 euro per attività. La videosorveglianza è la soluzione più diffusa, adottata dal 78,3%, seguita dalla vigilanza privata al 41,5%; il 92,6% dispone di una polizza per i danni. Il direttore di Confcommercio Firenze Franco Marinoni sottolinea il peso economico della sicurezza e la solitudine degli operatori. Il presidente Aldo Cursano, che racconta di aver subito 22 spaccate in trent’anni, richiama anche la crescente fragilità dei quartieri.

L’indagine si affianca alla classifica del Sole 24 Ore, che conferma Firenze seconda in Italia per indice di criminalità. La sindaca Sara Funaro evidenzia il calo delle denunce del 2,9%, ma chiede rinforzi e un maggiore presidio del territorio, considerando i milioni di visitatori che si aggiungono ai residenti. Il centrodestra attacca invece le politiche della sinistra: Marco Stella e Alberto Locchi parlano di fallimento sulla sicurezza, Francesco Michelotti e Chiara La Porta richiamano l’incidenza degli stranieri tra i denunciati in Toscana, mentre Luca Santarelli chiede risposte alla maggioranza comunale. Lo scrive la Nazione. 

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