Dal 16 ottobre al 6 novembre

La Toscana del Seicento e la riscoperta dell'antica Africa romana sono il tema di un ciclo di sei incontri che si terranno nell'Auditorium Paolucci alla Galleria degli Uffizi dal 16 ottobre al 6 novembre (ingresso libero fino a esaurimento posti). Studiosi esperti affronteranno l'argomento attraverso un punto di vista inedito e originale: il racconto della spedizione di Giovanni Pagni, medico e archeologo che i granduchi Lorena inviarono in missione di fiducia nel 1667 alla corte di Re Mura II, signore di Tunisi.
    
Giovanni Pagni non fu soltanto un rinomato professore di medicina dell'Università di Pisa, ma si distinse anche come appassionato cultore della storia antica della sua città, e fu dunque ritenuto da Leopoldo, fratello del granduca Ferdinando II e poliedrico collezionista, figura ideale per l'impresa, verso una terra, l'Africa del Nord, difficilmente accessibile a causa di difficoltà di ordine politico.

    
Leopoldo non rimase deluso: durante l'anno trascorso in Tunisia, Pagni raccolse preziose testimonianze antropologiche, faunistiche e archeologiche. Visitò le città di Tuccabor, Suas, Uthina, Vallis e Cartagine, con la sua storia millenaria. In particolare, descrisse così la storica rivale di Roma nel controllo del Mediterraneo: "Nel restante, tutto questo gran circuito, dove così gloriosa repubblica avea la sua sede, si mira affatto privo d'ogni ornamento, se non quanto la natura, quasi ad onta del tempo e della barbarie degli uomini, lo ricopre di timbra, rosmarino e lentisco, conservandole, anche nel sepolcro, un'eterna primavera".

    
Al suo rientro, fece pervenire in Toscana un bottino decisamente interessante: quasi 30 epigrafi - alle quali si deve aggiungere una statua frammentaria di Afrodite purtroppo non più rintracciabile - che costituirono uno fra i primi arrivi di antichità d'Africa in Italia. Nel 1675 le iscrizioni confluirono nella Galleria degli Uffizi e per quasi due secoli furono custodite nel "Ricetto delle iscrizioni", al tempo sala di ingresso della Galleria, e ritenute reperti massima importanza da parte dei maggiori antiquari del tempo. Primo incontro venerdì 16 ottobre con Fabrizio Paolucci su 'Giovanni Pagni e le epigrafi di Barberia'.
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