Monica Reis Danai, Francesca Bottai e l'assessora Benedetta Albanese sottolineano l'importanza di superare stereotipi e categorie

 A Firenze tre giorni 'Oltre la storia unica', un invito a mettere in discussione etichette, categorie e rappresentazioni parziali delle persone. Questo il titolo della nuova edizione di Equivalenze Festival, promosso dalla cooperativa sociale Il Girasole alle Murate. Dal 15 al 17 ottobre laboratori, incontri e spettacoli rivolti a cittadini, scuole e professionisti.
    Il festival si aprirà giovedì 15 ottobre alle 9,30. Nelle tre giornate, tra l'altro, si parlerà di minori stranieri non accompagnati e affido (15 ottobre, ore 17) e di Intelligenza Artificiale e lavoro nel sociale (16, ore 11). Tra i laboratori 'Oltre la forma', laboratorio di kirigami dedicato a stereotipi, identità e punti di vista (15, ore 9:30) e 'Prendersi cura di chi cura', percorso di scrittura autobiografica per caregiver condotto dal pedagogista e andragogista Dino Mancarella (15, ore 15). Al tema dell'inclusione nel lavoro sarà dedicato 'Welcome. Working for refugee integration' (16, ore 9). Durante il festival (16, ore 17) sarà proiettato 'Col nome del delirio' documentario dedicato alla storia dell'ex ospedale psichiatrico di San Salvi. Evento di chiusura (17 ottobre ore 18:30) 'Le storie che portiamo con noi: dalle voci dell'Iran e della Palestina', seguire si esibirà Linfa sonora, band formata da persone con disabilità di diverse età.
    "Il festival - spiega la direttrice Monica Reis Danai - vuole fare spazio a più storie, sguardi e possibilità di appartenere, trasformando le differenze in relazione, partecipazione e comunità".
    "Nessuna persona può essere ridotta a un'etichetta, alla propria provenienza o alla propria condizione sociale - dichiara l'assessora alle pari opportunità Benedetta Albanese -. Gli stereotipi creano distanze, le differenze sono una ricchezza che unisce. Costruire una città inclusiva significa garantire a tutte e tutti le stesse opportunità, contrastare ogni forma di discriminazione e riconoscere il valore di ogni storia e di ogni identità": Per Francesca Bottai, presidente del Girasole il festival "è anche un modo per portare fuori dai servizi e condividere con la città i temi che attraversano ogni giorno il nostro lavoro".
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