Dopo l’inaspettato ko contro il Genoa, la Fiorentina di Vanoli è chiamata a dare segnali concreti di reazione. Meglio se duraturi e non limitati a una singola partita, ma il primo passo, adesso, è ritrovare subito una risposta immediata. Domenica al Franchi arriva il Como, una squadra che dal ritorno in Serie A ha sempre battuto i viola a Firenze: due volte in campionato e una in Coppa Italia. È successo con Palladino, Pioli e Vanoli in panchina, senza che il risultato cambiasse. Non solo: i successi dei lombardi sono arrivati con prestazioni convincenti, capaci di evidenziare una superiorità che, al contrario, la Fiorentina è riuscita ad annullare nelle due trasferte sul campo dei comaschi, vinte entrambe. Un dato che racconta bene quanto sia cambiato il peso del fattore Franchi. Per anni lo stadio viola è stato un terreno difficile per chiunque, un fortino capace di frenare anche le squadre più attrezzate e di contribuire alla costruzione di stagioni da protagonisti. Oggi, invece, il quadro è decisamente diverso. E il problema non riguarda soltanto gli avversari, ma soprattutto la difficoltà della Fiorentina nel trasformare il proprio campo in un punto di forza.
DOMENICA. Intanto domenica si andrà verso un altro tutto esaurito. Perchè il popolo gigliato ha deciso di non mollare la Fiorentina, come accaduto a Genova sabato scorso, preferendo la carota al bastone, incoraggiando i giovani di Vanoli al fischio finale del tonfo coi rossoblu. Ma col Como è obbligatorio reagire. Anche perché, al Franchi, sorrisi in campionato mancano da mesi. Per trovare l’ultima vittoria interna della Fiorentina in Serie A bisogna tornare alla sfida contro la Lazio dello scorso aprile. Da allora, il rendimento al Franchi è stato tutt’altro che incoraggiante. In questo campionato, le sconfitte contro Frosinone e Torino sono state solo parzialmente compensate dal pareggio contro il Napoli: appena un punto nelle prime tre gare casalinghe. Un dato che si inserisce in un quadro più ampio e altrettanto preoccupante. Nel corso del 2026, infatti, i viola hanno raccolto soltanto tre vittorie interne in Serie A su quattordici partite, superando con fatica Cremonese, Pisa e Lazio nella scorsa stagione. Nel conteggio pesano anche gli otto pareggi arrivati contro avversarie come Torino, Parma, Sassuolo e Genoa, che hanno contribuito a rendere il Franchi una risorsa sempre meno affidabile. A completare il quadro ci sono le altre cadute casalinghe. Oltre a Frosinone e Torino, nel passato campionato la Fiorentina si è arresa anche al Cagliari, al Lecce e pure ad avversari modesti come il Jagiellonia. Il bilancio complessivo delle gare interne disputate tra la stagione 2025-26 e questo avvio di 2026-27, considerando tutte le competizioni, restituisce una fotografia eloquente: 10 vittorie, 11 pareggi e 11 sconfitte in 32 partite disputate al Franchi. Numeri che raccontano una squadra incapace, troppo spesso, di sfruttare il sostegno del proprio pubblico. E che rendono ormai indispensabile un cambio di rotta.
RIPARTIRE Como, Atalanta e Juventus per spezzare il legame con il passato, dunque. Quello che Vanoli ha voluto interrompere a parole, dicendo che lo scorso campionato è ormai da dimenticare, ma i cui spettri e fantasmi condizionano chi guarda la classifica e pensa 'ci risiamo'. Ora è il momento di reagire, tornando a farlo in casa, col sostegno degli oltre 23 mila che riempiranno il Franchi. Interrompere il digiuno di vittorie casalinghe è una priorità, non soltanto per una questione statistica, ma anche per evitare che le difficoltà già vissute tornino a condizionare il presente. L’ostacolo Como è tutt’altro che semplice, così come lo saranno le due successive sfide casalinghe contro Atalanta e Juventus. Tre appuntamenti che rappresentano un banco di prova importante per misurare i progressi della Fiorentina, ma anche un’occasione per spezzare davvero il filo che continua a legare la squadra alle delusioni recenti. Fare risultato contro i lombardi significherebbe molto più che conquistare tre punti: vorrebbe dire ritrovare fiducia e restituire al Franchi una parvenza di fortino. Da qualche parte si deve cominciare. Ora serve voltare pagina, ma le parole da sole non bastano. Il Como rappresenta la prima occasione per invertire la rotta, ritrovare il feeling con il proprio stadio e cominciare a ricostruire un rapporto di fiducia con l’ambiente. La richiesta, in fondo, è semplice quanto urgente: una reazione immediata, concreta e possibilmente duratura. La Fiorentina non può più permettersi di rimandare.
DOMENICA. Intanto domenica si andrà verso un altro tutto esaurito. Perchè il popolo gigliato ha deciso di non mollare la Fiorentina, come accaduto a Genova sabato scorso, preferendo la carota al bastone, incoraggiando i giovani di Vanoli al fischio finale del tonfo coi rossoblu. Ma col Como è obbligatorio reagire. Anche perché, al Franchi, sorrisi in campionato mancano da mesi. Per trovare l’ultima vittoria interna della Fiorentina in Serie A bisogna tornare alla sfida contro la Lazio dello scorso aprile. Da allora, il rendimento al Franchi è stato tutt’altro che incoraggiante. In questo campionato, le sconfitte contro Frosinone e Torino sono state solo parzialmente compensate dal pareggio contro il Napoli: appena un punto nelle prime tre gare casalinghe. Un dato che si inserisce in un quadro più ampio e altrettanto preoccupante. Nel corso del 2026, infatti, i viola hanno raccolto soltanto tre vittorie interne in Serie A su quattordici partite, superando con fatica Cremonese, Pisa e Lazio nella scorsa stagione. Nel conteggio pesano anche gli otto pareggi arrivati contro avversarie come Torino, Parma, Sassuolo e Genoa, che hanno contribuito a rendere il Franchi una risorsa sempre meno affidabile. A completare il quadro ci sono le altre cadute casalinghe. Oltre a Frosinone e Torino, nel passato campionato la Fiorentina si è arresa anche al Cagliari, al Lecce e pure ad avversari modesti come il Jagiellonia. Il bilancio complessivo delle gare interne disputate tra la stagione 2025-26 e questo avvio di 2026-27, considerando tutte le competizioni, restituisce una fotografia eloquente: 10 vittorie, 11 pareggi e 11 sconfitte in 32 partite disputate al Franchi. Numeri che raccontano una squadra incapace, troppo spesso, di sfruttare il sostegno del proprio pubblico. E che rendono ormai indispensabile un cambio di rotta.
RIPARTIRE Como, Atalanta e Juventus per spezzare il legame con il passato, dunque. Quello che Vanoli ha voluto interrompere a parole, dicendo che lo scorso campionato è ormai da dimenticare, ma i cui spettri e fantasmi condizionano chi guarda la classifica e pensa 'ci risiamo'. Ora è il momento di reagire, tornando a farlo in casa, col sostegno degli oltre 23 mila che riempiranno il Franchi. Interrompere il digiuno di vittorie casalinghe è una priorità, non soltanto per una questione statistica, ma anche per evitare che le difficoltà già vissute tornino a condizionare il presente. L’ostacolo Como è tutt’altro che semplice, così come lo saranno le due successive sfide casalinghe contro Atalanta e Juventus. Tre appuntamenti che rappresentano un banco di prova importante per misurare i progressi della Fiorentina, ma anche un’occasione per spezzare davvero il filo che continua a legare la squadra alle delusioni recenti. Fare risultato contro i lombardi significherebbe molto più che conquistare tre punti: vorrebbe dire ritrovare fiducia e restituire al Franchi una parvenza di fortino. Da qualche parte si deve cominciare. Ora serve voltare pagina, ma le parole da sole non bastano. Il Como rappresenta la prima occasione per invertire la rotta, ritrovare il feeling con il proprio stadio e cominciare a ricostruire un rapporto di fiducia con l’ambiente. La richiesta, in fondo, è semplice quanto urgente: una reazione immediata, concreta e possibilmente duratura. La Fiorentina non può più permettersi di rimandare.
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