Se un tifoso della Fiorentina tornasse oggi da Marte dopo tre/quattro anni, vedesse che domenica c’è Fiorentina-Como, vi dicesse: 'domenica si vince facile eh, cos'è il Como?’. Come faremmo a spiegargli che, da quando ha preso la navicella spaziale, loro sono diventati una squadra da Champions, mentre qui c’è da tirarsi fuori da un’altra stagione che si sta mettendo male?
Farebbe fatica lui a capirlo, ma anche noi a spiegargli che una proprietà indonesiana, ricchissima eh, per carità, ma che ha preso quasi per caso il club di calcio di un luogo in cui volevano girare un documentario, che non sapevano neppure cosa fosse il calcio, al cospetto di chi come Rocco Commisso era arrivato qui dicendo di voler restituire all'Italia, col calcio, ciò che il calcio gli aveva permesso di fare alla Columbia, che loro hanno convinto e preso Fabregas in panchina, che allena e fa il mercato, che loro facciano la Champions League e siano tra le squadre più forti della Serie A, mentre la Fiorentina non riesce a tirarsi fuori da un anno e mezzo di lotta per non retrocedere.
Nonostante gli investimenti fatti un anno fa e quest'estate da due direttori sportivi diversi, loro hanno un'idea che funziona, mentre qui siamo ancora al nulla. Sì perchè loro hanno speso come Paratici e Pradé, forse qualcosa di più, ma siamo lì. Loro, al secondo anno di Serie A hanno raggiunto un risultato che la Fiorentina non raggiunge dal 2010, tra l'altro in un periodo storico in cui arrivare in quel circuito ti garantisce una valanga di entrate in più rispetto alle briciole della Conference che ha incassato la Fiorentina in quattro anni di Europa, costruendo qualcosa che li ha fatti arrivare in due anni ad un punto che si erano prefissati di raggiungere in quattro. Qui, invece, siamo indietro di chissà quanto. Sperando che questa rosa di ragazzi si svegli e si tiri fuori dai bassifondi, c'è una caterva differenze tra i percorsi di Fiorentina e Como.
Su tutte ci sono continuità e logica. Loro hanno preso Fabregas per fare un tipo di calcio, prendono giocatori che hanno quelle caratteristiche, giovani, stranieri, per lo più spagnoli, cresciuti con quei modelli di calcio lì. Qui si è passati dalle dimissioni di Palladino al termine della miglior stagione di gestione Commisso all'arrivo di Pioli, da Pioli a Vanoli passando per Galloppa, mandando via Vanoli per arrivare a Grosso e richiamando dopo 3 giornate Vanoli, dopo un mercato fatto da Paratici oggi e Pradé ieri non proprio in grande sintonia coi tecnici. Si è dapprima puntato sempre e quasi soltanto su italiani per andare poi su tutti stranieri, si voleva fare un calcio offensivo con una rosa che fino a poco tempo prima giocava bassissima e a palle lunghe per il centravanti. Insomma, orizzonti chiari là, gran caos qua.
Intanto là hanno dato sempre carta bianca al manager, preso giocatori che per molti erano sconosciuti che poi si sono affermati, mentre qui siamo ancora a chiedersi se non sia meglio mettere Brescianini anziché Oulai o adattare un centrale come terzino perché Valdepenas non sa fare la fase difensiva. Riassumendo: caos. Loro fanno palleggio, prendono giocatori tecnici e di palleggio in mezzo al campo, con esterni che corrano e sappiano fare entrambe le fasi, come Jesus Rodriguez e Diao, hanno preso Baturina, mentre qui si traccheggiava, e Nico Paz, mentre qui si prendeva a suon di milioni Piccoli o si rinnovava il contratto a Kouame che non faceva due palleggi. Loro hanno preso difensori che sappiano giocare coi piedi, qui si è voluto fare la costruzione dal basso con Ranieri e Comuzzo. Le spiegazioni dovrebbero bastare, no? A stravolgere sempre tutto, spesso facendolo con idee poco chiare e a volte senza apparenti logiche (per esempio fare tutto il mercato con Lucci dodici mesi fa, ritrovarsi con sei terzini ma senza esterni d'attacco come fatto all'inizio del campionato quest'anno per poi prendere 4 giocatori l'ultimo giorno di mercato, tra l'altro entrando in rotta di collisione col tecnico per poi mandarlo via dopo 3 partite). Ed eccoci qua. Poi c'è la palla che è rotonda e rotola, che si parte da 0-0 etc etc, per cui domenica chissà...Ma alla lunga una cosa sembra evidente: loro hanno fatto molte cose logiche, qui si è fatto un gran 'casino'. E i risultati, purtroppo, si stanno vedendo.
Farebbe fatica lui a capirlo, ma anche noi a spiegargli che una proprietà indonesiana, ricchissima eh, per carità, ma che ha preso quasi per caso il club di calcio di un luogo in cui volevano girare un documentario, che non sapevano neppure cosa fosse il calcio, al cospetto di chi come Rocco Commisso era arrivato qui dicendo di voler restituire all'Italia, col calcio, ciò che il calcio gli aveva permesso di fare alla Columbia, che loro hanno convinto e preso Fabregas in panchina, che allena e fa il mercato, che loro facciano la Champions League e siano tra le squadre più forti della Serie A, mentre la Fiorentina non riesce a tirarsi fuori da un anno e mezzo di lotta per non retrocedere.
Nonostante gli investimenti fatti un anno fa e quest'estate da due direttori sportivi diversi, loro hanno un'idea che funziona, mentre qui siamo ancora al nulla. Sì perchè loro hanno speso come Paratici e Pradé, forse qualcosa di più, ma siamo lì. Loro, al secondo anno di Serie A hanno raggiunto un risultato che la Fiorentina non raggiunge dal 2010, tra l'altro in un periodo storico in cui arrivare in quel circuito ti garantisce una valanga di entrate in più rispetto alle briciole della Conference che ha incassato la Fiorentina in quattro anni di Europa, costruendo qualcosa che li ha fatti arrivare in due anni ad un punto che si erano prefissati di raggiungere in quattro. Qui, invece, siamo indietro di chissà quanto. Sperando che questa rosa di ragazzi si svegli e si tiri fuori dai bassifondi, c'è una caterva differenze tra i percorsi di Fiorentina e Como.
Su tutte ci sono continuità e logica. Loro hanno preso Fabregas per fare un tipo di calcio, prendono giocatori che hanno quelle caratteristiche, giovani, stranieri, per lo più spagnoli, cresciuti con quei modelli di calcio lì. Qui si è passati dalle dimissioni di Palladino al termine della miglior stagione di gestione Commisso all'arrivo di Pioli, da Pioli a Vanoli passando per Galloppa, mandando via Vanoli per arrivare a Grosso e richiamando dopo 3 giornate Vanoli, dopo un mercato fatto da Paratici oggi e Pradé ieri non proprio in grande sintonia coi tecnici. Si è dapprima puntato sempre e quasi soltanto su italiani per andare poi su tutti stranieri, si voleva fare un calcio offensivo con una rosa che fino a poco tempo prima giocava bassissima e a palle lunghe per il centravanti. Insomma, orizzonti chiari là, gran caos qua.
Intanto là hanno dato sempre carta bianca al manager, preso giocatori che per molti erano sconosciuti che poi si sono affermati, mentre qui siamo ancora a chiedersi se non sia meglio mettere Brescianini anziché Oulai o adattare un centrale come terzino perché Valdepenas non sa fare la fase difensiva. Riassumendo: caos. Loro fanno palleggio, prendono giocatori tecnici e di palleggio in mezzo al campo, con esterni che corrano e sappiano fare entrambe le fasi, come Jesus Rodriguez e Diao, hanno preso Baturina, mentre qui si traccheggiava, e Nico Paz, mentre qui si prendeva a suon di milioni Piccoli o si rinnovava il contratto a Kouame che non faceva due palleggi. Loro hanno preso difensori che sappiano giocare coi piedi, qui si è voluto fare la costruzione dal basso con Ranieri e Comuzzo. Le spiegazioni dovrebbero bastare, no? A stravolgere sempre tutto, spesso facendolo con idee poco chiare e a volte senza apparenti logiche (per esempio fare tutto il mercato con Lucci dodici mesi fa, ritrovarsi con sei terzini ma senza esterni d'attacco come fatto all'inizio del campionato quest'anno per poi prendere 4 giocatori l'ultimo giorno di mercato, tra l'altro entrando in rotta di collisione col tecnico per poi mandarlo via dopo 3 partite). Ed eccoci qua. Poi c'è la palla che è rotonda e rotola, che si parte da 0-0 etc etc, per cui domenica chissà...Ma alla lunga una cosa sembra evidente: loro hanno fatto molte cose logiche, qui si è fatto un gran 'casino'. E i risultati, purtroppo, si stanno vedendo.
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