AGGIORNATA - Fin dai primi giorni dopo la frana 50 volontari avevano raccolto i rifiuti scoperchiati. Ora l'intervento di ripristino è stato progettato e avviato d'urgenza grazie al Consorzio di Bonifica e alla disponibilità di risorse garantita dall'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Settentrionale. Gli uffici del Genio Civile Valdarno Superiore hanno poi gestito il reperimento e l'assegnazione dei fondi tramite la Protezione Civile nazionale, il Comune di Montelupo Fiorentino ha continuato a monitorare la questione ambientale, mentre il Consorzio di Bonifica 3 si è occupato dei lavori. "Abbiamo agito con professionalità e prontezza operativa - spiega Paolo Masetti - quale soggetto attuatore per conto del Comune, traducendo le risorse regionali in un intervento rapido ed efficace, affiancati dall'Autorità di Distretto i cui iniziali fondi, poi non utilizzati, resteranno a presidio di questo bacino. Cancellare la ferita della discarica è stato un successo collettivo: un'alleanza esemplare tra Enti, Contratto di Fiume, impresa esecutrice e, soprattutto, i tanti volontari". "Questo intervento - dichiara il Sottosegretario della Regione Bernard Dika - è anche esempio virtuoso dello spirito che anima il Contratto di Fiume del Torrente Pesa: istituzioni, enti e cittadini che collaborano per costruire territori più sicuri e sostenibili".
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Riparata una sponda smossa da una frana lungo il torrente Turbone, affluente della Pesa, a Montelupo Fiorentino (Firenze). Si era creata con le forti piogge del marzo 2025. L'intervento, che ha visto l'installazione di una barriera di massi ciclopici, è stato necessario anche per evitare che i rifiuti di una discarica risalente agli anni '70, riportati alla luce dalla frana, siano finiti in acqua come accaduto nel torrente Rovigo a Palazzuolo sul Senio (Firenze). Il costo complessivo di 400.000 euro è stato anticipato dal Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, ma sarà reintegrato con fondi regionali.
"Possiamo dire è un 'Turbone' anche di fatto - ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani -: avevamo previsto una variazione di bilancio, ma questo poteva essere un rallentamento burocratico, invece il Consorzio ha anticipato le risorse. Non è il classico intervento di difesa del suolo, ma anche a protezione di un'antica discarica che poteva causare un disastro ambientale".
"Qui negli anni 70 - spiega Paolo Masetti, presidente Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno - è stato scaricato di tutto da alcune aziende ceramiche. Con l'evento del marzo 2025 questa frana, stabilizzata nel 2018-2019 da un intervento del Comune, è tornata a movimento. Se non si interveniva si rischiava che il materiale fosse portato a valle".
"Le analisi - spiega il sindaco Simone Londi - ci dicono che la pericolosità della scarica è sotto controllo e si è scelta per segmentarla all'interno della riva ripariale destra".
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Riparata una sponda smossa da una frana lungo il torrente Turbone, affluente della Pesa, a Montelupo Fiorentino (Firenze). Si era creata con le forti piogge del marzo 2025. L'intervento, che ha visto l'installazione di una barriera di massi ciclopici, è stato necessario anche per evitare che i rifiuti di una discarica risalente agli anni '70, riportati alla luce dalla frana, siano finiti in acqua come accaduto nel torrente Rovigo a Palazzuolo sul Senio (Firenze). Il costo complessivo di 400.000 euro è stato anticipato dal Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, ma sarà reintegrato con fondi regionali.
"Possiamo dire è un 'Turbone' anche di fatto - ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani -: avevamo previsto una variazione di bilancio, ma questo poteva essere un rallentamento burocratico, invece il Consorzio ha anticipato le risorse. Non è il classico intervento di difesa del suolo, ma anche a protezione di un'antica discarica che poteva causare un disastro ambientale".
"Qui negli anni 70 - spiega Paolo Masetti, presidente Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno - è stato scaricato di tutto da alcune aziende ceramiche. Con l'evento del marzo 2025 questa frana, stabilizzata nel 2018-2019 da un intervento del Comune, è tornata a movimento. Se non si interveniva si rischiava che il materiale fosse portato a valle".
"Le analisi - spiega il sindaco Simone Londi - ci dicono che la pericolosità della scarica è sotto controllo e si è scelta per segmentarla all'interno della riva ripariale destra".
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