Il progetto da 236 appartamenti di social housing nell’ex caserma Lupi di Toscana, al confine tra Firenze e Scandicci, deve fare i conti con nuove incertezze su tempi e costi. Le verifiche sulle mappe del rischio alluvionale dell’Autorità di bacino potrebbero rendere necessarie opere di mitigazione o lo spostamento degli edifici rispetto al disegno originario, con ritardi da alcuni mesi fino ad anni. «Siamo preoccupati», ammette Gabriele Gori, direttore generale della Fondazione Cr Firenze, tra i principali investitori insieme a Cdp.
Il cronoprogramma prevede la firma della convenzione tra Comune e investitori entro l’anno, progettazione esecutiva ed espropri nel 2027 e lavori nel biennio 2028-2029. La presidente dell’Autorità di bacino, Gaia Checcucci, ha contestato al Comune una «leggerezza» nella progettazione, sostenendo che non sarebbero state utilizzate neppure le precedenti mappe di rischio. Palazzo Vecchio respinge questa ricostruzione, senza aver ancora assunto una posizione ufficiale, mentre prosegue il confronto con il Genio civile regionale.
Il progetto attuale dovrà comunque essere modificato, ma manca ancora un verdetto tecnico. A complicare il percorso si aggiungono gli imminenti avvicendamenti ai vertici degli uffici urbanistici comunali. Restano inoltre da chiarire gli effetti delle modifiche e degli eventuali slittamenti sui costi e sull’equilibrio economico dell’operazione, considerata strategica per affrontare l’emergenza abitativa.
Il cronoprogramma prevede la firma della convenzione tra Comune e investitori entro l’anno, progettazione esecutiva ed espropri nel 2027 e lavori nel biennio 2028-2029. La presidente dell’Autorità di bacino, Gaia Checcucci, ha contestato al Comune una «leggerezza» nella progettazione, sostenendo che non sarebbero state utilizzate neppure le precedenti mappe di rischio. Palazzo Vecchio respinge questa ricostruzione, senza aver ancora assunto una posizione ufficiale, mentre prosegue il confronto con il Genio civile regionale.
Il progetto attuale dovrà comunque essere modificato, ma manca ancora un verdetto tecnico. A complicare il percorso si aggiungono gli imminenti avvicendamenti ai vertici degli uffici urbanistici comunali. Restano inoltre da chiarire gli effetti delle modifiche e degli eventuali slittamenti sui costi e sull’equilibrio economico dell’operazione, considerata strategica per affrontare l’emergenza abitativa.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














