La scrittrice invita a educare al rispetto fin dalle elementari e a rafforzare il ruolo degli insegnanti

Insegnare fin dall’infanzia che amare non significa possedere: è il messaggio di Dacia Maraini durante l’incontro “Quale scuola”, che ha aperto il progetto “Trecentosessantagradi” del Teatro della Toscana. Parlando di femminicidi ed educazione sentimentale, la scrittrice ha sottolineato: «Non si può possedere nessuno per nessuna ragione».

Per Maraini la scuola ha un ruolo centrale nella formazione delle persone e nella costruzione di valori condivisi. Da qui la necessità di investire nell’istruzione, restituire dignità e autorevolezza agli insegnanti e aiutare i ragazzi a sviluppare conoscenza, consapevolezza e pensiero critico, anche nell’utilizzo dei social e delle nuove tecnologie.

La scrittrice ha inoltre difeso il diritto dei giovani a manifestare pacificamente, condannando le devastazioni avvenute a Milano. La violenza, ha avvertito, finisce per oscurare le ragioni della protesta: una responsabilità che chiama in causa anche gli adulti e gli esempi offerti dalla società. Lo scrive la Nazione. 
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