Nel dibattito sui 428 alberi da abbattere a Campo di Marte per la tramvia, Michele Pelagatti, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali di Firenze, invita a guardare oltre il saldo delle nuove piantumazioni promesso dal Comune. La scelta degli esemplari deve dipendere da valutazioni scientifiche, dagli spazi disponibili e dalle possibilità di garantirne la sopravvivenza.
Gli alberi giovani, spiega, attecchiscono più facilmente e si adattano meglio al nuovo ambiente, grazie anche a un rapporto più favorevole tra radici e chioma. Sostituire piante adulte con esemplari piccoli comporta però una riduzione temporanea dell’ombra e degli altri benefici ambientali, che una gestione adeguata può consentire di recuperare con la crescita.
Per Pelagatti sono quindi essenziali specie adatte, distanze corrette e risorse per manutenzione e irrigazione. «È inutile piantare 400 piante e vederne morire 200», sottolinea. Anche il minor costo degli alberi giovani non deve diventare il criterio decisivo: l’obiettivo deve essere realizzare piantumazioni capaci di durare nel tempo. Lo scrive la Nazione.
Gli alberi giovani, spiega, attecchiscono più facilmente e si adattano meglio al nuovo ambiente, grazie anche a un rapporto più favorevole tra radici e chioma. Sostituire piante adulte con esemplari piccoli comporta però una riduzione temporanea dell’ombra e degli altri benefici ambientali, che una gestione adeguata può consentire di recuperare con la crescita.
Per Pelagatti sono quindi essenziali specie adatte, distanze corrette e risorse per manutenzione e irrigazione. «È inutile piantare 400 piante e vederne morire 200», sottolinea. Anche il minor costo degli alberi giovani non deve diventare il criterio decisivo: l’obiettivo deve essere realizzare piantumazioni capaci di durare nel tempo. Lo scrive la Nazione.
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